Artist
Vincenzo Civerchio

Italy
Vincenzo Civerchio is an Italy Early Renaissance artist. 2 works are cataloged here, principally at National Gallery of Art.
Vincenzo Civerchio or Civercio (c. 1470 – c. 1544) was an Italian painter of the Renaissance, born at Crema, and active also in Brescia, where there are some of his alter-pieces. One of his works is at the National Gallery of Art, Washington D.C., others in the Pinacoteca di Brera, Milan, Italy. He is said to be an imitator of Bernardino Butinone, Bernardino Zenale, and influenced by Vincenzo Foppa. Luigi Donato of Como is said to have been a pupil.
Panoramica
Vincenzo Civerchio, noto anche come Civercio o Vincenzo da Crema, è stato un pittore italiano del Rinascimento attivo approssimativamente dal 1470 al 1544. Nato e operante a Crema, in provincia di Cremona, Lombardia, lavorò principalmente nella regione compresa tra Brescia e Crema, producendo pale d'altare, dipinti su tavola e sculture in legno. Civerchio occupa una posizione significativa nella storia della pittura lombarda come esponente della cosiddetta "generazione intermedia" che fece da ponte tra l'opera tardo-quattrocentesca di Vincenzo Foppa e i maturi risultati di Moretto e Savoldo. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni, tra cui la National Gallery of Art di Washington, D.C., la Pinacoteca di Brera a Milano e la Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia.
Biografia e date
Civerchio nacque intorno al 1470 a Crema e vi morì intorno al 1544. La sua prima commissione documentata risale al 1493, quando fu incaricato di dipingere affreschi sulla Vita della Vergine per il presbiterio del Duomo Vecchio di Brescia, sebbene questi siano andati distrutti. Nel 1495 realizzò il Polittico di San Nicola da Tolentino per la chiesa di Santa Barnaba a Brescia, oggi conservato alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Entro il 1504 aveva completato la sua Deposizione con Sant'Alessandro, Adamo e San Paolo, firmata e datata, per Sant'Alessandro a Brescia, una delle sue opere superstiti più importanti. Il governo municipale di Crema gli commissionò opere significative, tra cui un'Annunciazione per un organo e un San Marco tra la Giustizia e la Temperanza nel 1507; quest'ultima fu confiscata dai francesi e successivamente perduta. Nel 1512 è documentato come residente a Romano di Lombardia, a nord di Crema. Continuò a lavorare negli anni Trenta e Quaranta del Cinquecento, con opere datate 1539 e 1540 a Lovere e un polittico del 1525 per Santa Maria Assunta a Palazzolo sull'Oglio. Oltre alla pittura, lavorò anche come intagliatore, creando in particolare una scultura di San Pantaleone per il Duomo di Crema.
Stile e movimento
Civerchio è tradizionalmente classificato come esponente della scuola bresciana, sebbene gli storici dell'arte abbiano a lungo dibattuto il carattere preciso del suo stile. Roberto Longhi descrisse Civerchio e Floriano Ferramola come conservatori e pedanti perpetuatori delle qualità lombarde derivate da Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone e Bramantino. Civerchio studiò le stampe nordiche, come era di moda nell'Italia settentrionale del primo Cinquecento, pur rimanendo radicato in una modalità di lavoro milanese. Le sue composizioni mostrano un'attenta osservazione della natura e una sapiente resa dell'anatomia umana, tipicamente eseguite a tempera su tavola. Lo storico dell'arte Longhi notò qualità leonardesche nel suo San Rocco, conservato nei Musei Civici di Crema, che quasi anticipano il modo di Cesare da Sesto. Fonti francesi lo descrivono come un "prospettista", e critici contemporanei come Vasari e Giovanni Paolo Lomazzo lo confusero con Vincenzo Foppa, suggerendo la stretta affinità dei loro stili. La sua Deposizione del 1504 si collega a una serie di opere comparabili di Bernardino Zenale, Romanino e Altobello Melone, tutti debitori della Deposizione documentata di Foppa del 1498.
Opere principali
L'opera di Civerchio include diverse pale d'altare e dipinti su tavola significativi. La Via Calvaria sormontata dalla Deposizione del 1490 nella chiesa parrocchiale di Travagliato rappresenta la sua prima opera conosciuta. Il Polittico di San Nicola da Tolentino, datato 1495 e originariamente destinato a Santa Barnaba a Brescia, è oggi conservato alla Pinacoteca Tosio Martinengo; fu realizzato in collaborazione con Francesco Napoletano e altri. La sua Deposizione con Sant'Alessandro, Adamo e San Paolo del 1504, firmata e datata, per Sant'Alessandro a Brescia, costituisce un traguardo maggiore. Nello stesso anno dipinse Cristo che istruisce Pietro e Paolo a preparare la Pasqua, un dipinto a tempera su tavola oggi alla National Gallery of Art di Washington, D.C. La Natività con Santa Caterina d'Alessandria, derivata dalle incisioni di Dürer e risalente agli inizi del Cinquecento, è conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano, provenendo da una chiesa del bresciano. La Pala di San Sebastiano, San Rocco e San Cristoforo risale al 1519 ed è nel Duomo di Crema. Il suo polittico del 1525 della Vergine per Santa Maria Assunta a Palazzolo sull'Oglio fu trasportato con l'assistenza di Giovanmaria Carrara. Affreschi notevoli sono sopravvissuti nella chiesa di Santa Maria dei Campi a Travagliato. Altre opere includono un Battesimo di Cristo del 1539 e una Madonna tra santi a Lovere.
Influenze e allievi
La formazione artistica di Civerchio attinse a molteplici fonti. È descritto come imitatore di Bernardino Butinone e Bernardino Zenale, e come influenzato da Vincenzo Foppa, con il quale la fonte tedesca di Wikipedia collega specificamente la sua formazione. La versione francese di Wikipedia aggiunge Bramantino e Giovanni Bellini come forze formative sulla sua arte. La sua opera dimostra anche l'impatto della stampa nord-europea, in particolare le incisioni di Albrecht Dürer, che studiò insieme ad altri artisti dell'Italia settentrionale del primo Cinquecento. A sua volta, Civerchio influenzò membri della generazione successiva: Luigi Donato di Como è documentato come suo allievo. Più significativamente, la versione italiana di Wikipedia lo identifica come figura fondamentale nell'evoluzione della pittura rinascimentale bresciana, la cui opera influenzò altri pittori della "generazione intermedia", tra cui Floriano Ferramola, Luigi Donato e Paolo da Caylina il Giovane. Giovanmaria Carrara, che assistette nel trasporto del polittico del 1525, è identificato come allievo di Civerchio e divenne in seguito il padre di Giovan Battista Castello.
Eredità
La reputazione postuma di Civerchio è stata plasmata da confusione storica e da una graduale riscoperta accademica. Vasari e Lomazzo lo confusero già con Vincenzo Foppa, un equivoco che testimonia la stretta vicinanza stilistica tra i due artisti, ma che ha anche oscurato il contributo individuale di Civerchio. Per gran parte della storiografia moderna, la sua importanza risiede nel ruolo di tramite tra generazioni: la tradizione storico-artistica italiana, articolata da Longhi e da studiosi successivi, lo colloca nella "generazione intermedia" che trasmise l'eredità di Foppa alla matura Rinascenza bresciana di Moretto e Savoldo. Una mostra del 1988 al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Brescia, dedicata all'arte rinascimentale e dedicata a Foppa, Civerchio, Vivarini, Piazza e Romanino, segnò un momento importante nella rivalutazione del suo posto nella pittura lombarda. Le sue opere rimangono in importanti collezioni pubbliche, garantendo uno studio continuato del suo ruolo tranquillo ma consequenziale nello sviluppo dell'arte rinascimentale dell'Italia settentrionale.
Works by Vincenzo Civerchio
Collections represented

