Artwork
The Queen of Sheba before Solomon

The Queen of Sheba before Solomon is an unspecified painting by the Northern Renaissance artist Konrad Witz. It dates from 1435 and is held in the collection of the Gemäldegalerie Berlin.
About this work
Panoramica
Con dimensioni di 84,5 per 79 cm, l'opera raffigura l'incontro biblico tra la regina di Saba e il re Salomone su uno sfondo dorato cesellato e luminoso.
La regina di Saba davanti a Salomone è un dipinto a olio su tavola di quercia dell'artista tedesco-svizzero Konrad Witz, datato al 1435. Con dimensioni di 84,5 per 79 cm, l'opera raffigura l'incontro biblico tra la regina di Saba e il re Salomone su uno sfondo dorato cesellato e luminoso. Oggi conservato nella Gemäldegalerie di Berlino, all'interno delle Staatliche Museen zu Berlin, il dipinto costituiva originariamente uno dei pannelli dello Heilsspiegelaltar (Altare dello Specchio della Salvezza), probabilmente realizzato per San Leonardo a Basilea. Rappresenta un'opera fondamentale nell'emergere della pittura rinascimentale del Nord, ponte tra la tradizione devozionale tardogotica e un nuovo approccio più naturalistico alla figura e allo spazio.
Soggetto e significato
Il dipinto illustra l'incontro dell'Antico Testamento tratto da 1 Re 10,1-10 e 2 Cronache 9,1-9, in cui la regina di Saba si reca a Gerusalemme per mettere alla prova la celebre saggezza di Salomone con domande ed enigmi, portando doni di oro, incenso e spezie. Witz presenta il momento dello scambio: Salomone è seduto in trono a sinistra, tendendo la mano destra con il palmo rivolto verso l'alto, mentre la regna sta davanti a lui in ginocchio, reggendo con entrambe le mani un alto vaso coperto come offerta. La scena riporta un significato tipologica stratificato, derivato dallo Speculum Humanae Salvationis, un testo devozionale domenicano del XIV secolo. Gli interpreti medievali intendevano la visita della regina come prefigurazione dell'Adorazione dei Magi, con Cristo considerato come un nuovo Salomone. Un'altra lettura vedeva la Chiesa giungere da ogni angolo della terra per ascoltare la Parola di Dio. Lo Speculum stesso offriva un'ulteriore interpretazione: la gioia provata dalla regina di fronte alla saggezza di Salomone si paragonava alla beatitudine delle anime in paradiso che contemplano il volto di Cristo. Witz riduce la narrazione all'essenziale, collegando le due figure attraverso il gesto del dono e creando una scena di dignificato scambio intellettuale e spirituale.
Tecnica e stile
Il dipinto è eseguito a olio su tavola di quercia, un medium che consentì a Witz la precisione e il colore saturo per cui divenne celebre. La superficie è liscia con fini dettagli nei tessuti e nei volti, le ombre modellano le pieghe dei drappeggi. La tavolozza è dominata dall'oro, dal verde, dal blu e dal rosso, con il Salomone seduto che indossa un ampio mantello verde con motivi decorativi verde più scuro e un cappello rosso ornato di gioielli e una fascia dorata, mentre la regina porta un copricapo bianco e un mantello blu sopra una veste rossa. Lo sfondo dorato non è piatto ma decorato con disegni cesellati di motivi floreali e geometrici, creando una composizione piana, frontale e simmetrica senza paesaggio né ambientazione architettonica. La pennellata di Witz è precisa e controllata, in particolare nella resa dei tessuti e dei gioielli. Le figure possiedono una notevole solidità, quasi come se fossero scolpite anziché dipinte, con proporzioni tozze, teste e mani grandi, e indumenti che cadono in pieghe acute, frastagliate e angolari, le cui creste catturano la luce contro un'ombra profonda. Questo modellato accentuato crea un effetto corporeo e tridimensionale che testimonia l'ambizione di Witz di superare la bidimensionalità gotica verso un realismo spaziale e materico.
Storia e provenienza
Il dipinto fu realizzato intorno al 1435, probabilmente nei due anni successivi all'ingresso di Witz nella corporazione dei pittori di Basilea nel 1434 e alla sua acquisizione della cittadinanza di Basilea nel 1435. Costituiva parte dello Heilsspiegelaltar, i cui temi derivavano dallo Speculum Humanae Salvationis. L'altare fu probabilmente commissionato per San Leonardo a Basilea, sebbene alcuni studi suggeriscano un possibile collegamento con Ginevra o la Savoia. La sezione centrale dell'altare è andata perduta, e i suoi motivi originali rimangono sconosciuti. D decades, this panel entered a different life as an independent work. The painting is now in the Gemäldegalerie Berlin, German painting of the 13th-16th century, Hall I, within the Staatliche Museen zu Berlin. Its precise accession history and exhibition record are not detailed in the available sources.
Contesto
Konrad Witz, nato intorno al 1400 a Rottweil am Neckar nella Foresta Nera, rappresenta uno dei grandi innovatori della regione dell'Alto Reno. Operando a Basilea, città animata dal Concilio che si aprì nel 1431 e dall'umanesimo, Witz assorbì il nuovo stile realista emergente nella pittura fiamminga, come si evince dalle opere di van Eyck e del Maestro di Flémalle. Superò il gotico internazionale, cortese e trascendentalmente orientato, con un approccio più terreno e fisicamente presente alla figura e allo spazio. La regina di Saba davanti a Salomone esemplifica questo momento di transizione: mantiene lo sfondo dorato e la funzione devozionale dell'arte tardomedievale pur dimostrando il nuovo interesse per la presenza corporea, la texture materica e la coerenza spaziale che avrebbero definito la pittura rinascimentale del Nord. La carriera di Witz fu breve, circa dodici anni, e il destino è stato crudele con le sue imprese maggiori; nessuno dei suoi tre altari principali è sopravvissuto intatto. Gli affreschi sono scomparsi, e l'iconoclastia nella regione dell'Alto Reno ha colpito molte altre opere. I pannelli del suo Altare di san Pietro del 1444 a Ginevra e i pannelli dispersi di un probabile altare della Vergine originariamente nel monastero delle domenicane a Basilea costituiscono le altre sue opere maggiori sopravvissute.
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