Artwork
Autoritratto

Autoritratto is a watercolor painting by the Barbizon school artist Joseph Werner the Younger. It dates from 1662 and is held in the collection of the Victoria and Albert Museum.
About this work
Panoramica
Fu acquisita dal museo nel 1931 grazie ai fondi della donazione Stephenson.
L'Autoportrait del 1662 è una miniature del pittore svizzero Joseph Werner il Giovane (1637-1710), eseguita ad acquerello su pergamena durante il suo soggiorno a Roma. Con dimensioni di 22,1 per 15,4 cm, è l'unica opera conosciuta di questo fondamentale periodo italiano ed è oggi conservata al Victoria and Albert Museum di Londra, con numero di inventario P.168-1931. L'opera riveste un'importanza sia come affermazione dell'identità artistica sia come dimostrazione della maestria tecnica di Werner nella tradizione della miniature. Fu acquisita dal museo nel 1931 grazie ai fondi della donazione Stephenson. La miniature servì in seguito come base per una stampa di Franz Ertinger, un'incisione e un'acquaferta datata circa 1662, oggi conservata alla National Gallery of Art di Washington.
Soggetto e Significato
La composizione presenta Werner come allegoria della pittura stessa. L'artista si ritrae con lunghi capelli ricci, indossando una camicia bianca con drappeggi in tessuto blu e oro, seduto in primo piano e indicante un grande disegno su un cavalletto. Questo disegno mostra tre putti alati raggruppati attorno a un leone coronato che tiene un arco nella bocca; uno dei putti cavalca il leone mentre gli altri stanno accanto a lui reggendo oggetti. Dietro queste figure compaiono elementi architettonici, colonne e edifici cupolati resi con dettagli lineari fini. Una tenda rosso scuro a motivi con frange dorate pende nella parte superiore, mentre sullo sfondo a sinistra si intravede un paesaggio con alberi e cielo. L'iscrizione latina in lettere dorate lungo il bordo inferiore rafforza il programma allegorico dell'opera. L'insieme concettuale sovrappone il colore dipinto al disegno monocromo per creare un effetto trompe l'oeil, posizionando l'artista davanti al proprio progetto come affermazione di autorità creativa. La posa sicura di sé proclama la formazione accademica di Werner e ne pubblicizza le doppie capacità nella ritrattistica e nel disegno.
Tecnica e Stile
La miniature è dipinta ad acquerello su pergamena, un supporto di pelle animale fine che era stato il terreno tradizionale per la miniature sin dalla sua evoluzione dalle tradizioni dei manoscritti miniati all'inizio del XVI secolo. La figura dipinta e i drappeggi sono eseguiti a colori pieni con pennellate lisce, mentre il disegno sul cavalletto appare come un'incisione o un'acquaferta monocroma, creando un contrasto deliberato tra colore e linea, tra pittura e stampa. Questo stratificazione tecnica produce un sofisticato effetto trompe l'oeil. La gestione dimostra il completo dominio del giovane artista del mezzo della miniature, con particolare attenzione alla resa delle texture nei tessuti, nei capelli e nei dettagli architettonici. La struttura della composizione, con il suo dispositivo di tenda e lo sfondo architettonico all'italiana, riflette l'influenza delle convenzioni barocche romane che Werner incontrò durante il suo soggiorno italiano.
Storia e Provenienza
Werner dipinse questo autoritratto a Roma nel 1662, durante un soggiorno che si rivelò formativo per la sua carriera. Mentre era a Roma, frequentò artisti tra cui Nicolas Poussin, Carlo Maratti e Andrea Sacchi, sia come allievo sia come amico. Poco dopo aver completato questa miniature, Werner fu chiamato in Francia da Luigi XIV, dove ottenne successo principalmente come pittore di miniature ritrattistiche in veste mitologica. Il Victoria and Albert Museum acquistò la miniature nel 1931 con fondi della donazione Stephenson; reca il numero di inventario P.168-1931. L'opera fu anche riprodotta al contrario come incisione da Franz Ertinger (circa 1640-1710), che servì come incisore per una serie di dieci lastre illustranti le Metamorfosi di Ovidio, pubblicate da Jean A le Poutre a Roma. Questa stampa, datata circa 1662, misura 20,8 per 13,2 cm per la lastra e 22,5 per 15,6 cm per il foglio, ed entrò alla National Gallery of Art di Washington nel 2000 come dono di Gaillard F. Ravenel e Frances P. Smyth-Ravenel, con numero di inventario 2000.7.13. La stampa fu esposta nello stesso anno nella mostra Disegni e Stampe dalla Collezione Permanente alla National Gallery of Art.
Contesto
Questo autoritratto emerge dalla più ampia tradizione europea della miniature, che sul Continente aveva fiorito grazie a praticanti come Jean Clouet, che, come Werner, lavorò sia nella miniature sia nella pittura a olio su larga scala. In Inghilterra, la forma era stata dominata da specialisti come Nicholas Hilliard. Il periodo romano di Werner lo collocò al centro della cultura pittorica accademica, e le associazioni con Poussin, Maratti e Sacchi menzionate nelle fonti antiche indicano la sua integrazione nei circoli artistici più sofisticati della città, sebbene gli studiosi abbiano notato che la loro influenza appare talvolta in modi contraddittori nella sua opera. La funzione della miniature come autopromozione professionale si allinea con le pratiche dei pittori formati accademicamente che cercavano il patronato di corte in tutta Europa. La successiva traiettoria della carriera di Werner, da Roma a Parigi e infine ad Augusta, Dresda, Vienna e Berlino, dove nel 1696 fu nominato direttore dell'accademia fondata dall'Elettore Federico III di Brandeburgo, dimostra la reputazione internazionale che questa opera iniziale aiutò a stabilire. L'opera attribuita con certezza comprende solo 56 dipinti a olio, 47 miniature, 60 disegni e 2 incisioni, rendendo questo autoritratto di dimensioni modeste un documento di eccezionale importanza.
Eredità
L'Autoportrait del 1662 si erge come l'immagine definitoria della prima carriera di Werner e l'unico registro visivo del suo periodo italiano. La sua riproduzione come frontespizio delle illustrazioni ovidiane di Ertinger assicurò una circolazione più ampia dell'immagine e dell'identità professionale dell'artista. L'opera ha continuato a servire come documento chiave per comprendere la tradizione internazionale della miniature del XVII secolo, l'intersezione tra pittura e cultura della stampa, e le strategie di autorappresentazione impiegate dagli artisti nel periodo barocco. La successiva eredità dello stesso Werner si estese attraverso i suoi figli: Joseph Christopher Werner divenne un pittore di corte i cui schizzi del 1764 delle insegne reali durante l'incoronazione di Stanislao Augusto Poniatowski sopravvivono a Varsavia, mentre Francis Paul Werner dipinse uccelli. La miniature rimane nella collezione del Victoria and Albert Museum come pietra di paragone per lo studio della miniature europea e delle reti culturali che collegavano i centri artistici svizzeri, italiani, francesi e tedeschi nel tardo XVII secolo.
Artist & collection
Artist
Joseph Werner (22 June 1637 – 21 September 1710), known as the Younger to distinguish him from his painter father of the same name, was a Swiss painter, known for miniatures.















