Artist
Pietro della Vecchia

Republic of Venice
Pietro della Vecchia is a Republic of Venice Baroque artist. 15 works are cataloged here, principally at Bavarian State Painting Collections.
Pietro della Vecchia, Pietro della Vècchia or Pietro Vècchia, formerly incorrectly called Pietro Muttoni (1603 – 8 September 1678) was a versatile Venetian artist between late Mannerism and early Baroque, who worked in many genres and created altarpieces, portraits, genre scenes and grotesques. He also created pastiches of the work of leading Italian painters of the 16th century. He designed cartoons for mosaics and worked as an art restorer. Della Vecchia was also sought after as an art expert and did expert valuations of artworks. He worked most of his life in Venice and its environs except for a brief stay in Rome.
Panoramica
Pietro della Vecchia (1603-8 settembre 1678) è stato un versatile pittore italiano della Scuola Veneziana la cui carriera ha fatto da ponte tra il tardo Manierismo e il primo Barocco. Attivo principalmente a Venezia, ha prodotto pale d'altare, ritratti, scene di genere, grottesche e pastiche di maestri del XVI secolo, operando anche come restauratore di opere d'arte, disegnatore di cartoni per mosaici e rispettato conoscitore. La sua capacità di sintetizzare la tradizione del Rinascimento veneziano con il naturalismo caravaggesco lo ha reso uno dei pittori più importanti della Venezia del XVII secolo, culminando nella sua nomina a pittore ufficiale della Repubblica di Venezia.
Biografia e date
Pietro della Vecchia nacque nel 1603, probabilmente a Vicenza, sebbene alcune fonti collochino la sua nascita a Venezia. Suo padre, Gasparo della Vecchia, era un pittore ammesso alla corporazione dei pittori veneziani. L'artista fu erroneamente chiamato Pietro Muttoni dalla fine del XVIII secolo fino al 1984, quando Bernard Aikema dimostrò che ciò derivava da un fraintendimento di Luigi Lanzi nella sua Storia pittorica della Italia (1796), che confondeva il nome dell'artista con la collezione Muttoni di Rovigo, che aveva posseduto una sua opera. In realtà, della Vecchia apparteneva a una consolidata famiglia veneziana. I primi documenti che menzionano della Vecchia risalgono a dicembre 1626 - gennaio 1628, registrando il pagamento per un gonfalone da lui dipinto per la Confraternita dei Carmelitani a Pordenone. Tra il 1629 e il 1640 fu membro della corporazione dei pittori veneziani. La sua prima opera datata, una Crocifissione del 1633, è conservata nella chiesa di San Lio a Venezia. Nel 1649 sposò Clorinda Régnier (o Renieri), figlia del pittore fiammingo Nicolas Régnier. La storiografia precedente aveva collocato questo matrimonio nel 1626, ma la scoperta da parte di Annick Lemoine della licenza matrimoniale e del testamento di Clorinda ha stabilito la data corretta; Clorinda era nata intorno al 1629. Era lei stessa una pittrice, descritta da Tommaso Temanza nel 1738 come una donna di grande spirito, statura e bellezza. Sua sorella maggiore Lucrezia sposò il pittore fiammingo Daniel van den Dyck e, insieme, le due coppie dipinsero decorazioni murali nel Palazzo Pesaro a Preganziol. Alla fine degli anni Trenta del Seicento, della Vecchia si era affermato tra i principali pittori di Venezia, in particolare per le opere religiose. Nel gennaio 1640 i procuratori di San Marco de Supra gli commissionarono due cartoni per mosaici per la Basilica di San Marco. Questi furono così riusciti che fu nominato pitor ducal (pittore del duca), carica che ricoprì fino al 1674. In questa veste progettò nuovi mosaici e restaurò quelli antichi nella Basilica. Restaurò anche la pala d'altare Castelfranco Madonna di Giorgione nel 1643-1644. Morì a Venezia l'8 settembre 1678 e fu sepolto nella chiesa di San Canzian.
Stile e movimento
Lo stile di della Vecchia si sviluppò attraverso molteplici fasi e influenze. Le sue opere più antiche conosciute mostrano una forte influenza di Carlo Saraceni e del suo allievo Jean Leclerc, suggerendo una formazione iniziale con questi artisti piuttosto che con Alessandro Varotari (il Padovanino), a cui le prime fonti attribuiscono il suo apprendistato. Gli elementi caravaggeschi nelle sue prime opere, in particolare il drammatico chiaroscuro, indicano che trascorse del tempo a Roma dopo la partenza di Leclerc da Venezia nel 1621 o 1622. L'influenza del Padovanino, con le sue radici nell'arte veneziana del primo XVI secolo, diventa visibile solo nelle opere datate dal 1635 in poi, suggerendo che lavorò nello studio del Padovanino intorno al 1625-1626 dopo il ritorno da Roma. Intorno al 1640 l'influenza del pittore genovese Bernardo Strozzi divenne evidente nella sua opera. Per tutta la carriera, della Vecchia mantenne un profondo interesse per la pittura veneziana del XVI secolo, in particolare per Tiziano e Giorgione. Divenne rinomato per la sua capacità di imitare lo stile di questi maestri, guadagnandosi dal suo contemporaneo Marco Boschini l'epiteto simia di Zorzon (imitatore di Giorgione). Questi pastiche non erano mere copie ma performance virtuose destinate a collezionisti sofisticati. La sua opera originale spaziava dalle composizioni religiose ai ritratti, alle scene di genere e alle grottesche. Quest'ultime, insieme alle sue rappresentazioni di soggetti arcane come filosofi e matematici, riflettevano i suoi legami con il circolo umanistico e libertino dell'Accademia degli Incogniti, una società colta di intellettuali liberi pensatori che plasmò la cultura veneziana di metà Seicento. Il suo interesse per la cabala e l'alchimia era parallelo alla curiosità scientifica del suo tempo.
Opere principali
Le opere principali di della Vecchia dimostrano la sua versatilità nei generi e il suo impegno con stili sia contemporanei che storici. La sua Crocifissione del 1633 a San Lio, Venezia, rappresenta la sua sintesi iniziale di elementi caravaggeschi con la tradizione veneziana. Una successiva monumentale Crocifissione del 1637 (Venezia, Fondazione Cini) richiama più esplicitamente la composizione del XVI secolo, pur impiegando figure derivate da Caravaggio. L'Angelo che offre un teschio a Santa Giustina, che sta tra San Giuseppe e San Giovanni (1640, Venezia, Accademia), dipinta per la chiesa di San Giustina, mostra l'influenza di Bernardo Strozzi. Come pitor ducal dal 1640, progettò cartoni per i mosaici della Basilica di San Marco fino al 1673, una commissione di straordinario prestigio. Intorno al 1670 dipinse Mosè e Aronne davanti al Faraone, ora nel Museo civico Amedeo Lia a La Spezia, che mostra influenze caravaggesche. Il suo Sant'Antonio con la sua Basilica, dipinto per la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari e donato nel 1674, raffigura Sant'Antonio da Padova con la sua basilica e due frati francescani, i padri Maurizio Cavalletti e Maurizio Graziani. Altre opere significative includono l'Allegoria della Verità (1654) nell'Accademia Carrara, Bergamo; Cristo e la adultera (c. 1650-1655) nel Musée Calvet, Avignone; Carità romana (1640) nel Musée des Beaux-Arts, Orléans; e Nettuno che minaccia i venti (c. 1650) nel Musée des Augustins, Tolosa. Le sue opere sono inoltre conservate in importanti collezioni internazionali tra cui l'Ermitage a San Pietroburgo, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, l'Art Institute of Chicago, il Prado a Madrid e la Staatsgalerie a Würzburg.
Influenze e allievi
La formazione artistica di della Vecchia coinvolse molteplici maestri e influenze. Mentre le prime fonti indicano Alessandro Varotari (il Padovanino) come suo maestro, le prove stilistiche suggeriscono che la sua formazione iniziale provenisse da Carlo Saraceni e Jean Leclerc, la cui influenza è visibile nelle sue opere più antiche. Le qualità caravaggesche nella sua pittura indicano un soggiorno romano nei primi anni Venti del Seicento. L'influenza del Padovanino, assorbita intorno al 1625-1626, gli infuse una duratura devozione per l'arte veneziana del XVI secolo, in particolare per l'opera di Tiziano e Giorgione. Intorno al 1640, anche Bernardo Strozzi plasmò il suo sviluppo. Della Vecchia mantenne significativi legami professionali e familiari con il pittore fiammingo Nicolas Régnier, suo suocero, con il quale collaborò nel commercio d'arte e nella connoisseurship. Entrambi gli uomini condussero affari con Paolo del Sera, l'agente d'arte a Venezia per il cardinale Leopoldo de' Medici. Marco Boschini, incisore, mercante d'arte e autore, fu un grande ammiratore che accompagnò frequentemente della Vecchia nelle missioni di valutazione dopo il 1670. Al culmine della sua carriera, della Vecchia gestì una grande bottega con molti assistenti e aprì un'accademia nella sua casa dove si tenevano lezioni di disegno dal vero. Gregorio Lazzarini, che in seguito divenne il maestro di Giovanni Battista Tiepolo, fu tra i suoi allievi, probabilmente poco dopo il 1667. Della Vecchia tenne anche lezioni sulla teoria dell'arte. Suo unico figlio, Gasparo Prospero, nato l'8 maggio 1653, divenne matematico, musicista e pittore.
Eredità
La reputazione postuma di della Vecchia fu a lungo oscurata dal nome errato Pietro Muttoni, che persistette dalla pubblicazione di Luigi Lanzi del 1796 fino al XX secolo. La correzione di questo errore da parte di Bernard Aikema nel 1984 ha ripristinato la sua identità corretta come membro della famiglia veneziana della Vecchia. Tuttavia, durante la sua vita, godette di considerevole prestigio come pittore, conoscitore e esperto valutatore, consultato da collezionisti e mercanti, in particolare negli ultimi anni.
La sua eredità risiede in parte nel suo ruolo di ponte tra il Rinascimento veneziano e il Barocco, preservando e trasmettendo la conoscenza dei maestri del XVI secolo attraverso i suoi pastiche, restauri e insegnamenti. La sua accademia e il suo insegnamento a Gregorio Lazzarini stabilirono una linea pedagogica che si estese fino a Giovanni Battista Tiepolo, sebbene la natura precisa di questa influenza rimanga una questione di interesse storico-artistico piuttosto che una trasmissione diretta provata. Le sue opere sono ora distribuite nei principali musei europei e americani, con importanti collezioni nella stessa Venezia, riflettendo il valore duraturo attribuito alla sua produzione versatile.
Works by Pietro della Vecchia
Imaginary Self-Portrait of Titian
Warrior
Haasdrubal's Wife Denouncing her Husband before Scipio Africanus
The Adoration of the Magi
Der Geiger (Kopie nach)
Greiser Gelehrter
Hl. Frankiskus von Assisi (Werkstatt)
Bildnis eines alten Mannes (Philosophen) (Werkstatt)
Socrates and two students
Saul und David mit dem Haupt des Goliath
Head of a Young Warrior
Das Liebespaar (Werkstatt)
Chiromancer
Sf. Francisc
Nopanpelaajat
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