Artwork

Portrait of Abraham de Potter

Portrait of Abraham de Potter, by Carel Fabritius, oil, 1649
Portrait of Abraham de Potter, by Carel Fabritius, oil, 1649

Portrait of Abraham de Potter is an oil painting by the Dutch Golden Age artist Carel Fabritius. It dates from 1649 and is held in the collection of the Rijksmuseum.

About this work

Soggetto e Significato

L'iscrizione accanto riporta il nome e l'età del soggetto insieme alla firma dell'artista.

Il dipinto raffigura Abraham de Potter, un mercante di seta di Amsterdam, ritratto a mezzo busto in profilo tre quarti con le mani giunte davanti a uno sfondo neutro. Il ritratto segna un momento cruciale nello sviluppo artistico di Carel Fabritius, che si allontana dal drammatico chiaroscuro delle sue prime opere storiche per abbracciare una luce chiara e naturalistica, arricchita da sfumature cromatiche raffinate. Un dettaglio iconografico significativo è il chiodo dipinto in alto a destra sulla parete imbiancata, il più antico esempio noto di trompe-l'oeil nell'opera di Fabritius. L'iscrizione accanto riporta il nome e l'età del soggetto insieme alla firma dell'artista. L'opera possiede anche una possibile risonanza simbolica: poiché il cognome di De Potter veniva talvolta scritto "Puttertje" ("Cardellino"), lo studioso Christopher Brown ha suggerito con cautela che Fabritius potrebbe aver dipinto per lui il suo famoso *Il Cardellino* in un secondo momento.

Tecnica e Stile

Il ritratto è eseguito a olio su tela, misura 68.5 per 57 cm in formato verticale. Ritrae il soggetto come figura a mezzo busto, mostrata in vista tre quarti dal profilo destro, con le mani giunte contro uno sfondo neutro. La tecnica pittorica rimane fedele alla formazione di Fabritius sotto Rembrandt, caratterizzata da un approccio pittorico sciolto in cui emerge lo strato sottostante; tuttavia, l'artista sostituisce il drammatico chiaroscuro delle sue precedenti opere storiche con una luce chiara e naturalistica e sfumature cromatiche raffinate. La composizione è ambientata contro una parete imbiancata, in alto a destra della quale Fabritius ha aggiunto un chiodo dipinto, il più antico esempio noto di trompe-l'oeil nella sua opera. Accanto a questo dettaglio, l'opera reca il nome del soggetto, l'età, la firma e la data dell'artista: "Abraham de Potter AE. 56 / C. Fabritius.1649.fecit".

Storia e Provenienza

Carel Fabritius eseguì questo ritratto nel 1649 mentre risiedeva nella sua nativa Middenbeemster, un anno prima del suo trasferimento a Delft. La commissione probabilmente nacque da legami personali, poiché il soggetto, Abraham de Potter, era un amico di famiglia e coreligionario calvinista che fungeva da padrino per il fratello dell'artista. Documenti indicano che in questo periodo Fabritius si dedicò a vari incarichi per ricche famiglie di Amsterdam con proprietà terriere nella Beemster.

L'opera entrò nel mercato moderno provenendo dalla collezione di William Ward, 1st Earl of Dudley. Dopo la morte di Ward, il dipinto fu venduto all'asta di una proprietà a Londra il 25 giugno 1892. Il mercante d'arte M.H. Colnaghi acquistò il pezzo in questa vendita e lo rivendette successivamente al Rijksmuseum di Amsterdam nello stesso anno.

Il Ritratto di Abraham de Potter è conservato nella collezione del Rijksmuseum di Amsterdam con il numero di inventario SK-C-487. Fu acquisito nel 1892 dall'asta di William Ward, 1st Earl of Dudley, dopo l'acquisto dal mercante d'arte M.H. Colnaghi. L'opera è stata esposta al Rijksmuseum sin dal suo acquisto ed è stata presentata nella mostra del 2019 "Carel Fabritius: The Complete Works" al Rijksmuseum, che in seguito ha viaggiato fino al Kunstmuseum Basel. È stata inoltre inclusa in retrospettive al Musée d'Orsay di Parigi (2006) e nelle mostre del Rijksmuseum dedicate al ritratto dell'Età dell'Oro olandese.

Contesto

Il ritratto illustra la nuova direzione adottata da Fabritius dopo la sua collaborazione con Rembrandt, segnando un passaggio verso una luce naturalistica e sfumature cromatiche raffinate, pur mantenendo la sua tecnica pittorica sciolta. Questa evoluzione si allinea con il suo crescente interesse per il trompe-l'oeil, esemplificato dal chiodo dipinto in alto a destra sulla parete. L'opera riflette il suo breve ma significativo periodo a Middenbeemster, durante il quale realizzò commissioni per ricche famiglie di Amsterdam legate al soggetto, Abraham de Potter, mercante di seta e amico di famiglia. Le opere superstiti di questa fase includono questo ritratto e il suo autoritratto a Rotterdam, gli unici pezzi documentati del suo passaggio a Delft.

Il dipinto entrò nella collezione di William Ward, 1st Earl of Dudley, e fu venduto all'asta nel 1892 a M.H. Colnaghi, che in seguito lo acquisì per il Rijksmuseum. Rimane parte della collezione del museo ancora oggi.

Eredità

Il ritratto è stato citato come un'opera chiave che illustra la transizione di Fabritius dalla luce drammatica di Rembrandt a uno stile chiaro e naturalistico arricchito da sottili sfumature cromatiche. I biografi ne sottolineano il legame con il trompe-l'oeil, esemplificato dal chiodo dipinto nell'angolo in alto a destra della parete. La provenienza del dipinto risale a William Ward, 1st Earl of Dudley, la cui asta londinese del 1892 portò all'acquisto da parte di M.H. Colnaghi e alla successiva acquisizione da parte del Rijksmuseum di Amsterdam. Rimane parte della collezione del museo ancora oggi.

Gli studi accademici ne evidenziano il ruolo nella comprensione del contesto personale e professionale di Fabritius, inclusi i suoi legami con le famiglie mercantili di Amsterdam e i possibili legami di patrocinio con il soggetto. L'opera è citata nelle principali fonti di storia dell'arte come esempio rappresentativo della sua tecnica matura e come potenziale precursore del suo famoso *Il Cardellino*.

L'eredità del dipinto è radicata nella sua sopravvivenza come una delle poche opere documentate di questo periodo cruciale, offrendo una visione critica della sua evoluzione artistica e della sua rete sociale.

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Artist & collection

Portrait of Carel Fabritius

Artist

Carel Fabritius

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Rijksmuseum

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