Artwork

La Leocadia

La Leocadia, by Francisco de Goya, oil, 1819
La Leocadia, by Francisco de Goya, oil, 1819

La Leocadia is an oil painting by Francisco de Goya. It dates from 1819 and is held in the collection of the Museo del Prado.

About this work

Questo dipinto a olio raffigura una donna di nome Leocadia. Goya lo dipinse late nella vita, tra il 1819 e il 1823. Si appoggia a qualcosa, forse una mensola o un tumulo, e ci guarda dritto negli occhi con un volto triste.

Era la sua domestica e probabilmente la sua amante. L'abito è scuro e pesante. Goya usò pennellate decise per rendere l'atmosfera opprimente.

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Tecnica e stile

La Leocadia è un dipinto a olio su tela realizzato da Francisco Goya tra il 1819 e il 1823 come parte della serie dei Quadri neri.

La Leocadia è un dipinto a olio su tela realizzato da Francisco Goya tra il 1819 e il 1823 come parte della serie dei Quadri neri. L'opera misura 145,7 cm di altezza e 129,4 cm di larghezza ed è conservata nel Museo del Prado a Madrid. Raffigura una donna in abito scuro da lutto appoggiata a un tumulo sormontato da inferriate, su uno sfondo di cielo blu e ocra illuminato da una luce gialla che risalta il volto, il braccio e il petto della figura. La composizione trasmette un senso di pace e riconciliazione poco comune nella serie, con studiosi che interpretano la figura come personificazione della malinconia o simbolo dell'amore e della morte imminente. Lo sfondo presenta un cielo sereno con nuvole tra le migliori di Goya, in contrasto con la scena oscura in primo piano. La limitata gamma cromatica di blu, neri e ocra sottolinea i temi della morte e della vedovanza ed è stata riconosciuta come precorritrice dell'espressionismo del XX secolo.

Storia e provenienza

Francisco Goya realizzò La Leocadia tra il 1819 e il 1823 come murale sulle pareti della sua villa madrilena, la Quinta del Sordo. Eseguita originariamente a olio su intonaco, l'opera si trovava al piano terra vicino all'ingresso. Un inventario del suo amico Antonio Brugada attorno al 1828-1830 documentò la collocazione del murale nella villa. Dopo la morte di Goya, la proprietà passò infine al banchiere francese Émile d'Erlander entro il 1873. Nel 1874, d'Erlanger commissionò a Salvador Martínez Cubells, restauratore del Museo del Prado, il trasferimento del murale dall'intonaco alla tela, un processo assistito dai fratelli di Cubells. D'Erlanger intendeva vendere l'opera all'Esposizione Universale di Parigi del 1878, ma non riuscì a trovare acquirenti. Di conseguenza, la donò al Museo del Prado nel 1881, dove rimane tuttora. La Leocadia è conservata dal Museo del Prado a Madrid, dove è esposta. Il dipinto adornava originariamente una parete del piano terra della Quinta del Sordo, la villa di Goya alle porte di Madrid, dove occupava una posizione alla sinistra della porta d'ingresso insieme ad altri Quadri neri. Dopo la morte di Goya, l'opera fu trasferita da murale a tela a partire dal 1874 da Salvador Martínez Cubells, su commissione del banchiere francese barone Émile d'Erlanger, che intendeva offrirla all'Esposizione Universale di Parigi del 1878. Il dipinto non riuscì ad attrarre acquirenti, e d'Erlander lo donò nel 1881 al Museo del Prado, dove rimane da allora. Nessun numero di inventario o di accessione specifico è riportato nelle fonti disponibili.

Contesto

Completata tra il 1819 e il 1823, La Leocadia è l'opera finale della serie dei Quadri neri di Goya, realizzata durante un periodo di profonda turbolenza politica e psicologica seguito al suo ritiro dalla corte madrilena. Dipinta originariamente direttamente sulle pareti in intonaco della Quinta del Sordo, il murale occupava il settore tematico femminile del piano terra insieme ad opere come Giuditta e Oloferne. I critici notano qui un netto cambiamento di tono; diversamente dagli orrori circostanti, questo ritratto esibisce un senso di pace e riconciliazione, con il suo cielo blu e ocra che anticipa la successiva Latte di Bordeaux dell'artista.

La critica identifica il soggetto come Leocadia Weiss, compagna di Goya, interpretando il suo abito da lutto e il tumulo simile a una tomba come premonizione della morte dell'artista o riflessione della sua malattia quasi fatale del 1819. L'opera fu trasferita su tela nel 1874 da Salvador Martínez Cubells su commissione del barone Émile d'Erlanger. Dopo non aver attratto acquirenti all'Esposizione di Parigi del 1878, il dipinto fu donato al Museo del Prado nel 1881. L'analisi moderna cita frequentemente la ridotta gamma cromatica e l'intensità emotiva del dipinto come precorritrici dell'Espressionismo del XX secolo.

Eredità

Dopo il suo trasferimento su tela nel 1874 e la donazione al Museo del Prado nel 1881, La Leocadia entrò nella sfera pubblica e divenne un punto di riferimento per le rivalutazioni moderne dell'ultima opera di Goya. I critici dalla fine del XIX secolo in poi hanno evidenziato la sua sobrietà cromatica e la sua intensità psicologica come precorritrici dell'Espressionismo, sottolineando la ridotta gamma cromatica di blu, ocra e neri e la silhouette netta come tratti formativi del modernismo del XX secolo. La sua collocazione all'interno dei Quadri neri ha ulteriormente ancorato la sua fama come meditazione sulla mortalità e il lutto, temi che risuonarono con le sensibilità moderniste emergenti. L'iconografia del dipinto, in particolare l'ambiguo tumulo e lo sguardo afflitto della figura, ha continuato a suscitare letture che spaziano dalle allegorie della malinconia alle elegie personali, sostenendo dibattiti interpretativi fino al XXI secolo.

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