Artwork

Madonna col Bambino

Madonna col Bambino, by Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia, paint, 1491
Madonna col Bambino, by Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia, paint, 1491

Madonna col Bambino is a paint painting by the Early Renaissance artist Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia. It dates from 1491 and is held in the collection of the Gemäldegalerie Berlin.

About this work

Panoramica

Madonna col Bambino è un dipinto religioso realizzato nel 1481 dall'artista rinascimentale italiano Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia.

Madonna col Bambino è un dipinto religioso realizzato nel 1481 dall'artista rinascimentale italiano Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia. Eseguito a tempera su tavola di pioppo, l'opera misura 144 cm di altezza e 66 cm di larghezza. Originariamente costituiva la sezione centrale di un polittico più ampio; oggi la tavola è conservata alla Gemäldegalerie Berlin, situata nella sala XVIII dedicata alla pittura italiana del XIII-XV secolo. Il dipinto riveste un'importanza significativa sia come opera rappresentativa di Piermatteo, precedentemente noto con il convenzionale nome di Maestro dell'Annunciazione Gardner, sia come componente di un altare agostiniano smembrato.

Soggetto e Significato

Il dipinto raffigura la Vergine Maria seduta con il Bambino Gesù in grembo sotto una volta gotica a sesto acuto. Maria indossa un abito rosso e un mantello blu scuro fissato da una spilla ornata di perle e pietre rosse, simboli della sua verginità e dell'amore celeste. Lo sguardo è rivolto verso il basso, con un sorriso rivolto al Bambino, che la guarda alzando la mano destra in un gesto infantile. Il Bambino è nudo, salvo un mantello drappeggiato e una fascia di reggimento tenuta dalla madre, una deviazione dalle tradizioni precedenti che lo rappresentavano completamente vestito, riflettendo un cambiamento verso un rapporto più umano e intimo tra madre e figlio. Il Bambino tiene un melograno che offre a Maria, simbolo di fertilità cristiana, unità, immortalità e resurrezione. Una piccola candela votiva sul piedistallo identifica Maria come mediatrice tra Dio e l'umanità, mentre le ciliegie rosse appoggiate sul davanzale bianco simboleggiano le opere buone. Entrambe le figure presentano aureole dorate; l'aureola del Bambino è resa in prospettiva per mostrare la croce, riferimento alla sua futura Passione.

Tecnica e Stile

L'opera è eseguita a tempera su tavola di pioppo, caratterizzata da una finitura liscia con minima visibilità della pennellata. Dettagli lineari fini definiscono le pieghe delle vesti e i bordi decorativi dorati sugli abiti. La composizione colloca le figure in uno spazio ridotto su uno sfondo piatto d'oro, con un cuscino rosso e oro a motivi alle loro spalle. La luce cade uniformemente da sinistra, modellando le forme arrotondate dei volti e degli arti. La tavolozza è dominata da blu profondo, rosso vermiglione e oro battuto. Lo sfondo dorato incorpora un'aureola quasi circolare per Maria, mentre il nimbo crociato del Bambino è reso in scorcio. Un bordo dorato con un pannello di iscrizione nera incornicia la parte inferiore della scena.

Storia e Provenienza

La tavola fu commissionata intorno al 1480 dai monaci agostiniani per l'altare maggiore della chiesa di Sant'Agostino a Orvieto. Ricerche d'archivio pubblicate nel 1992 confermarono l'autografia di Piermatteo e dettagliarono lo sforzo economico necessario per finanziare l'altare, inclusa la vendita di terreni e di una quota di casa, nonché l'assunzione di prestiti. Il 17 agosto 1481 il polittico fu consegnato e accettato come realizzato secondo le regole dell'arte, con Piermatteo che ricevette 245 fiorini insieme a stoffe e grano. L'altare fu successivamente smontato e le sue tavole disperse. La Madonna col Bambino centrale entrò alla Gemäldegalerie Berlin, acquisita con il numero 129. Le tavole laterali raffiguranti Maria Maddalena e Giovanni Battista si trovano ora al Lindenau-Museum di Altenburg, una tavola di San Nicola da Tolentino è al Philadelphia Museum of Art, e una tavola di Sant'Agostino fu venduta da Christie's nel 1967 e si presume sia in mani private.

Contesto

Piermatteo d'Amelia fu un pittore umbro attivo durante il Rinascimento italiano. Iniziò la sua carriera nel circolo di Filippo Lippi a Spoleto tra il 1467 e il 1469, e in seguito lavorò a Roma dipingendo la volta stellata della Cappella Sistina dal 1479 al 1480, un affresco successivamente coperto da Michelangelo. Mentre era impegnato nei progetti del Duomo di Orvieto tra il 1480 e il 1482, accettò la commissione di Sant'Agostino. Gli storici dell'arte Umberto Gnoli, Roberto Longhi e Bernhard Berenson raggrupparono inizialmente le sue opere sotto il nome di Maestro dell'Annunciazione Gardner, in seguito a una serie di dipinti acquisiti da Isabella Stewart Gardner nel 1880. Nel 1953 Federico Zeri identificò il maestro anonimo come Piermatteo, una conclusione confermata nel 1985 dalla scoperta di un contratto notarile datato 29 settembre 1483. Zeri collocò Piermatteo tra i grandi pittori del Quattrocento, notando la sua successiva vicinanza stilistica ad Antoniazzo Romano.

Eredità

L'identificazione di Piermatteo d'Amelia da parte di Federico Zeri salvò l'artista dall'anonimato e ne stabilì il posto nella narrazione della pittura rinascimentale. La Madonna col Bambino, in quanto tavola centrale del Polittico di Sant'Agostino smembrato, rimane un pezzo cruciale per comprendere la sua opera e la più ampia circolazione dell'arte umbra. Lo smontaggio dell'altare portò alla distribuzione internazionale delle sue componenti nei principali musei di Berlino, Altenburg e Philadelphia, inserendo il suo lavoro in importanti collezioni europee e americane. L'eredità di Piermatteo continua a essere celebrata nella sua regione natale, come dimostrato da un progetto multidisciplinare a lui dedicato ad Amelia e nei comuni umbri circostanti nel 2025, che incluse documentazione fotografica e una composizione musicale strutturata attorno alla sequenza di Fibonacci.

Madonna and Child
Madonna and Child, Simone Martini

Artist & collection

This work is in the public domain (CC0). Image source: Gemäldegalerie Berlin open access. Spotted an error in this record? Tell us.