Artwork

Madonna and Child Enthroned with Saints John the Baptist and Sebastian

Madonna and Child Enthroned with Saints John the Baptist and Sebastian, by Pietro Perugino, oil, 1497
Madonna and Child Enthroned with Saints John the Baptist and Sebastian, by Pietro Perugino, oil, 1497

Madonna and Child Enthroned with Saints John the Baptist and Sebastian is an oil painting by the High Renaissance artist Pietro Perugino. It dates from 1497 and is held in the collection of the Uffizi Gallery.

About this work

Successivamente fu trasferito alla Galleria degli Uffizi, dove si trova tuttora.

Si tratta di un dipinto religioso del 1493. Raffigura la Vergine Maria che tiene il Bambino Gesù affiancata da santi. L'opera è realizzata a olio su tavola di legno.

Perugino fu uno dei principali artisti del Rinascimento fiorentino. Questo quadro fu realizzato in origine per una chiesa. Successivamente fu trasferito alla Galleria degli Uffizi, dove si trova tuttora.

Consultare la Galleria degli Uffizi.

Soggetto e significato

L'opera raffigura la Vergine Maria seduta su un alto trono con il Bambino Gesù in grembo, affiancata dai santi Giovanni Battista e Sebastiano in una composizione di sacra conversazione. La Vergine, riconoscibile per le sue aureole, è ritratte con i tratti della moglie di Perugino Chiara Fancelli, in linea con la pratica della ritrattistica contemporanea. Giovanni Battista indica Gesù, mentre Sebastiano è raffigurato martire, nudo se non per un panno di lino, trafitto da frecce e con lo sguardo rivolto al cielo; la sua colonna allude al martirio. La composizione impiega una prospettiva simmetrica incentrata sulla Vergine, caratteristica della sacra conversazione fiorentina di fine Quattrocento, che coniuga le innovazioni veneziane con lo stile in evoluzione di Perugino. Segna un passaggio verso una figura di Vergine più matura e severa, in sintonia con il clima spirituale della Firenza savonaroliana, e presenta elementi architettonici quali le basi del trono decorate a grottesche e paesaggi in prospettiva monoculare con profondità atmosferica.

Tecnica e stile

Il dipinto è eseguito a olio su tavola, con dimensioni di 178 per 164 centimetri. Perugino impiegò una raffinata tecnica a olio che permetteva transizioni morbide e modulazioni delicate, evidenti nei dolci contorni delle figure e nella resa accurata dei tessuti e degli incarnati. La composizione è strutturata attorno a un fondale architettonico simmetrico, un portico con arcate a tutto sesto, concepito per guidare lo sguardo dello spettatore verso un sereno paesaggio atmosferico. Le figure sono disposte in una formazione piramidale, segno distintivo dello stile della sacra conversazione, con la Vergine in trono al centro. Il tocco è preciso, con enfasi su chiarezza e armonia, mentre l'uso della prospettiva, in particolare negli elementi architettonici, crea un senso di profondità. La tavolozza è luminosa ma contenuta, con toni vivaci stemperati per esaltare la plasticità delle forme e l'unità tonale complessiva. In seguito al restauro del 1995, l'opera ha riacquistato il suo originale equilibrio cromatico, rivelando dettagli più fini come le venature nelle colonne di pietra e il delicato foglio d'oro delle aureole.

Storia e provenienza

Il dipinto fu commissionato nel 1493 da Cornelia Salviati, vedova del mercante Giovanni Martini, e dal figlio Roberto. Fu realizzato per la cappella del convento di San Domenico a Fiesole, sito forse restaurato da Giuliano da Sangallo poco prima. L'opera reca la firma dell'artista e la data 1493 sulla base del trono della Vergine. Nel 1786, Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, acquisì la tavola per 1.000 scudi, trasferendola alle Regie Gallerie che divennero in seguito la Galleria degli Uffizi a Firenze. La cappella originale fu successivamente decorata con un dipinto sostitutivo di Lorenzo di Credi, mentre una copia di Garibaldo Ceccarelli occupa oggi la chiesa. L'opera fu sottoposta a restauro nel 1995, che ne recuperò gli equilibri cromatici originali e chiarificò i dettagli più minuti.

Il dipinto è attualmente conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Entrò nella collezione della galleria nel 1786 dopo essere stato acquisito da Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, per 1.000 scudi. Prima di questo acquisto, l'opera si trovava nella cappella del convento di San Domenico a Fiesole, dove era stata commissionata nel 1493 per la famiglia Salviati. La tavola fu rimossa dalla sua collocazione originale per entrare a far parte del futuro patrimonio degli Uffizi. L'opera fu oggetto di un significativo restauro nel 1995, che recuperò le armonie cromatiche originali e chiarificò dettagli minuti come le venature della pietra negli elementi architettonici.

Contesto

Il dipinto è riconosciuto come uno dei primi esempi a Firenze del nuovo stile della sacra conversazione, sviluppato a Venezia da Antonello da Messina e Giovanni Bellini pochi anni prima. La sua composizione piramidale, incentrata sulla Vergine in trono, segna un'importante innovazione formale nell'opera di Perugino e più in generale nella pittura fiorentina. La critica ha inoltre individuato nell'opera un momento cruciale nella rappresentazione della Madonna da parte di Perugino. Qui la figura inizia a mutare dall'elegante giovane donna delle opere precedenti verso un tipo più maturo, severo e sobrio, trasformazione legata al clima spirituale introdotto a Firenze da Girolamo Savonarola. Questa evoluzione trova riscontro in altre opere coeve dell'artista, tra cui la Madonna con il Bambino e santa Caterina d'Alessandria al Kunsthistorisches Museum di Vienna. L'ambientazione architettonica, un portico con due campate che si aprono su un sereno paesaggio atmosferico, rappresenta un motivo ricorrente nella produzione peruginesca degli anni Ottanta e Novanta del Quattrocento, come si riscontra in opere come la Pala di Fano e la Pietà.

Eredità

Il dipinto divenne un riferimento fondamentale per il genere della sacra conversazione a Firenze, stabilendo una composizione piramidale incentrata sulla Vergine su un alto trono che influenzò le opere successive di Perugino e dei suoi contemporanei. La sua rappresentazione matura della Madonna, riflettente il clima spirituale plasmato da Savonarola, segnò un passaggio dalle precedenti eleganti raffigurazioni verso uno stile più severo e contemplativo. L'iconografia dell'opera, in particolare la figura di san Sebastiano, e la sua ambientazione architettonica in un portico con dettagli a grottesche, divennero emblematiche del periodo maturo di Perugino, ispirando numerose copie e restauri, tra cui il restauro del 1995 che rivelò le armonie cromatiche originali.

Madonna and Child with Saint Jerome and Saint John the Baptist
Madonna and Child with Saint Jerome and Saint John the Baptist, Giovanni Battista Cima da Conegliano

Artist & collection

Portrait of Pietro Perugino

Artist

Pietro Perugino

Pietro Perugino (US: PERR-ə-JEE-noh, -⁠oo-; Italian:; born Pietro Vannucci or Pietro Vanucci; c.

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