Artist

Francesco del Cossa

Saint Lucy
Saint Florian
The Crucifixion
Virgin and Child with an Angel

Francesco del Cossa is an Early Renaissance artist. 7 works are cataloged here, principally at National Gallery of Art.

Francesco del Cossa (c. 1430 – c. 1477) was an Italian Renaissance painter of the School of Ferrara, who after 1470 worked in Bologna. Cossa is best known for his frescoes, especially his collaboration with Cosimo Tura on a cycle of the months in the Palazzo Schifanoia of the Este family, rulers of Ferrara. Otherwise, his paintings are mostly of religious subjects, with some portraits and drawings attributed to him. He also designed stained glass.

Panoramica

Francesco del Cossa (circa 1436-1477/1478) è stato un pittore italiano del Rinascimento della scuola ferrarese, attivo principalmente a Ferrara e Bologna. Si colloca come uno dei tre principali pittori della scuola ferrarese nel Quattrocento, insieme a Cosmè Tura e Ercole de' Roberti. Cossa è noto soprattutto per il ciclo di affreschi nel Palazzo Schifanoia a Ferrara, in particolare per la sua Allegoria di aprile con la celebre rappresentazione delle Tre Grazie, e per il Polittico Griffoni, smembrato, dipinto a Bologna. La sua opera funge da ponte tra la tradizione decorativa ferrarese e le influenze di fonti padovane e fiorentine, unendo forme solide e sintetiche a colori luminosi e a una rigorosa costruzione prospettica. Dopo aver lasciato Ferrara nel 1470 a causa di una disputa sul compenso, si stabilì a Bologna, dove influenzò profondamente il corso della pittura bolognese fino alla sua morte.

Biografia e date

Nato a Ferrara intorno al 1436, Francesco del Cossa era figlio di Cristofano del Cossa, un scalpellino che dipingeva anch'egli. La sua data di nascita è dedotta da una corrispondenza tra gli studiosi bolognesi Angelo Michele Salimbeni e Sebastiano Aldrovandi, i quali notarono che l'artista aveva 42 anni al momento della sua morte. La prima documentazione risale all'11 settembre 1456, quando assistette il padre nella pittura di una Deposizione in grisaglia vicino all'altare maggiore del Duomo di Ferrara, opera andata successivamente perduta quando l'abside fu ricostruita. Nel 1460 appare come testimone in due atti notarili a Ferrara, già designato come "pittore", e nel novembre di quell'anno fu emancipato dalla tutela paterna. Nel dicembre 1462 si trova a Bologna come testimone al battesimo del figlio di Bartolomeo Garganelli, una famiglia che in seguito commissionò importanti affreschi. Dopo la morte del padre nel 1463, un silenzio documentario fino al 1467 è stato interpretato come un possibile viaggio formativo, forse a Firenze. Tornò a Ferrara entro l'11 febbraio 1467, ma più tardi nello stesso anno era di nuovo a Bologna, dove fu pagato per aver progettato due vetrate per San Giovanni in Monte. Dal 1467 o 1468 lavorò agli affreschi del Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia, completando le sue sezioni entro il 1470. Scontento di essere pagato a metro quadro allo stesso tasso di quello che definiva il "peggior imbrattatele di Ferrara", inviò una celebre lettera al duca Borso d'Este esigendo una migliore remunerazione, per poi trasferirsi permanentemente a Bologna. Qui lavorò sotto il patronato dei Bentivoglio, dipingendo la Madonna del Baraccano entro il 1472, il Polittico Griffoni intorno al 1473 e la Pala dei Mercanti nel 1474. Alla sua morte stava lavorando alla cappella Garganelli, completata in seguito da Ercole de' Roberti.

Stile e movimento

Lo stile di Cossa si sviluppò dalla tradizione ferrarese, con debiti pronunciati verso Andrea Mantegna e la cerchia padovana di Squarcione, nonché verso l'opera di Donatello a Padova. Tuttavia, si distinse per un temperamento più geniale e una cortesia urbana più rilassata rispetto ai suoi contemporanei. Il suo incontro con l'opera di Piero della Francesca, probabilmente durante i suoi viaggi a metà degli anni 1460, introdusse una maggiore solennità e solidità plastica nelle sue figure, distinguendolo dagli altri pittori ferraresi. Negli affreschi del Palazzo Schifanoia, fuse qualità fiabesche tardo-gotiche con forme solide e sintetiche, colori vivaci e una meticolosa costruzione prospettica. Le sue opere bolognesi successive mostrano un naturalismo accresciuto e un modellato potente, con un realismo minuto che suggerisce la consapevolezza di Antonello da Messina o della pittura fiamminga disponibili nell'area Ferrara-Bologna. Caratteristiche sono le sue pieghe rigide e pesanti dei panneggi e la resa nettamente lineare di superfici complesse. Il suo disegno si estese a progetti per vetrate, intarsi e persino scultura, dimostrando una versatile competenza tecnica attraverso diversi media.

Opere principali

La parete est del Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia, Ferrara (1469-1470), rappresenta il progetto più ambizioso sopravvissuto di Cossa. Dei dodici settori mensili originali, ne rimangono sette; Cossa fu l'unico responsabile di marzo (Trionfo di Minerva), aprile (Trionfo di Venere con le Tre Grazie) e maggio (Trionfo di Apollo), dove il suo lavoro sulla parete est fu acclamato come il migliore del ciclo. L'Allegoria di aprile contiene una delle prime rappresentazioni post-classiche delle Tre Grazie nude nella pittura. A Bologna, il Polittico Griffoni (circa 1473), commissionato da Floriano Griffoni per San Petronio, è ora disperso: San Vincenzo Ferreri si trova nella National Gallery di Londra; San Pietro e San Giovanni Battista nella Pinacoteca di Brera a Milano; e San Floriano, Santa Lucia e La Crocifissione nella National Gallery of Art a Washington. La Pala dei Mercanti (1474), commissionata da Alberto de' Cattanei e ora nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, mostra la Madonna e il Bambino in trono con i Santi Petronio e Giovanni Evangelista. Altre opere significative includono l'Annunciazione e la Natività (1470-1472) dalla Pala Osservanza nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda; Santa Chiara e Santa Caterina (1470-1472, Collezione Thyssen-Bornemisza, in deposito al Museo Nacional de Arte de Cataluña); e il Ritratto di un uomo con un anello (1472-1477, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid). Sopravvive anche il suo disegno firmato per una vetrata di San Giovanni in Patmos per San Giovanni in Monte a Bologna.

Influenze e allievi

La formazione artistica di Cossa attinse sostanzialmente alla scuola padovana di Squarcione, all'opera di Andrea Mantegna e, in particolare, a Piero della Francesca, la cui influenza è visibile nella padronanza di Cossa della rappresentazione plastica delle figure e nei dettagli architettonici. La cultura fiorentina contemporanea di Domenico Veneziano e Maso Finiguerra plasmò anche il suo approccio alla luce e al disegno. La sua influenza sulle generazioni successive fu significativa, soprattutto attraverso Ercole de' Roberti, che fu probabilmente suo allievo e assistente e che completò la cappella Garganelli incompiuta di Cossa dopo la sua morte. La biografia della National Gallery of Art suggerisce che Ercole potrebbe aver assistito nell'altare di San Vincenzo Ferreri. A Cossa viene anche attribuito, insieme a Ercole de' Roberti, il fondamento della scuola bolognese di pittura, estendendo la cultura visiva ferrarese in quella città. Leonardo Scaletti di Faenza è registrato come uno dei suoi seguaci.

Eredità

La reputazione postuma di Cossa ha sofferto per le errate identificazioni delle sue opere e per la confusione di Giorgio Vasari tra lui e Lorenzo Costa. La sua importanza fu assicurata solo nel XIX secolo con la riscoperta degli affreschi della Sala dei Mesi e l'attribuzione documentata dei murales della parete est a lui. Da allora, si è affermato nel triumvirato dei principali pittori ferraresi del Quattrocento insieme a Cosmè Tura e Ercole de' Roberti. Nella cultura contemporanea, è uno dei due protagonisti del romanzo del 2014 di Ali Smith How to Be Both, finalista al Man Booker Prize. Il suo disegno per una vetrata è stato anche rivelato come la risposta finale della Great Google Earth Treasure Hunt. Il Polittico Griffoni smembrato è stato oggetto di rinnovata attenzione accademica, culminata nella pubblicazione del 2020 The Griffoni Polyptych reborn in Bologna: The rediscovery of a masterpiece.

Works by Francesco del Cossa

Collections represented

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