Artwork
Nemesis (The Great Fortune)

Nemesis (The Great Fortune) is an ink print by the Northern Renaissance artist Albrecht Dürer. It dates from 1502 and is held in the collection of the National Gallery of Victoria.
- Inscription
- Inscribed:in plate, bottom right, on tablet: AD [artist's monogram]; verso, lower left, in graphite by a later hand: stopp [?] [underlined]; verso, bottom left, in graphite by a later hand: 312 [?] [obscured by hinge]
About this work
Soggetto e significato
Nelle sue mani tiene simboli contrastanti del destino: un ricco calice che rappresenta la ricompensa e un paio di redini che significano il castigo.
L'incisione raffigura Nemesi, dea greca della retribuzione divina, sintetizzata con il concetto romano di Fortuna. Dürer la ritrae come una possente figura femminile alata in piedi su una sfera sospesa a mezz'aria, che si staglia sopra un vasto paesaggio di valle spesso identificato con Chiusa nel Sudtirolo. La sua iconografia trae ispirazione da fonti umanistiche, in particolare dal poema Manto di Angelo Poliziano e dal manuale di storia romana di Giulio Pomponio Leto, fondendo le idee di vittoria e vendetta.
Nelle sue mani tiene simboli contrastanti del destino: un ricco calice che rappresenta la ricompensa e un paio di redini che significano il castigo. La dea è resa con una nudità corpulenta e non idealizzata, una scelta stilistica deliberata dell'artista per riflettere il peso fatale e gravoso del suo dominio. Questa massa fisica è così pronunciata che le nuvole ai suoi piedi sembrano piegarsi sotto il suo peso, enfatizzando la gravità del suo ruolo di dispensatrice di giustizia.
Tecnica e stile
La stampa è un'incisione eseguita su carta vergata, delle dimensioni di 33,2 cm per 23,2 cm (fonte 2). La tecnica di Dürer combina un preciso lavoro di linea con un'attenta modulazione dei chiaroscuri per rappresentare una figura femminile alata in piedi su una sfera, che tiene in mano una coppa d'oro come simbolo della ricompensa e delle redini come simbolo del castigo (fonte 3). La composizione presenta proporzioni insolite che riflettono lo studio di Dürer del canone vitruviano e l'influenza di Jacopo de' Barbari, enfatizzando un corpo pesante e non idealizzato che fa piegare le nuvole circostanti (fonte 3). I dettagli fini, come la texture delle piume, si equilibrano con un ampio paesaggio a volo d'uccello che si ritira nell'ombra, creando un contrasto drammatico (fonte 3).
Storia e provenienza
L'opera Nemesi (La Grande Fortuna) fu realizzata da Albrecht Dürer nel 1501 come incisione su carta vergata. Fu registrata per la prima volta nella collezione di Oskar Stössel a Vienna e successivamente acquisita da Lessing J. Rosenwald a Jenkintown, Pennsylvania, prima di essere donata alla National Gallery of Art nel 1943. La stampa è documentata in diverse collezioni istituzionali, tra cui la National Gallery of Art, il Cleveland Museum of Art e la Staatliche Kunsthalle Karlsruhe. Le sue dimensioni sono 33,2 cm di altezza e 23,2 cm di larghezza, e fu prodotta a Norimberga. L'iconografia trae ispirazione dal poema latino Manto di Angelo Poliziano e dal manuale di storia romana di Giulio Pomponio Leto, fondendo la dea greca Nemesi con la romana Fortuna. La composizione di Dürer presenta una figura femminile nuda e alata in piedi su una sfera, che tiene simboli di ricompensa e castigo, resa con proporzioni non convenzionali che riflettono influenze vitruviane e di Jacopo de' Barbari.
Nemesi (La Grande Fortuna) è conservata presso la National Gallery of Art, Washington, D.C., dove fa parte della Rosenwald Collection (il numero di inventario/accesso non è specificato nelle fonti). È stata esposta come parte dei fondi della Rosenwald Collection ed è conservata anche presso la Staatliche Kunsthalle Karlsruhe, Germania, e il museo Villa Pisani Dossi a Corbetta, Italia, secondo molteplici fonti. La storia espositiva si limita alla sua inclusione nella mostra della Rosenwald Collection presso la National Gallery of Art, senza ulteriori dettagli espositivi forniti nelle fonti.
Contesto
La ricezione critica di Nemesi (La Grande Fortuna) è stata plasmata dalla sua complessità allegorica e dall'innovazione tecnica all'interno del Rinascimento tedesco. La critica identifica l'opera come un'esplorazione fondamentale della fortuna e della giustizia, attingendo al Manto di Poliziano e al manuale di storia romana di Pomponio Leto per fondere Fortuna e Nemesi in una figura alata e nuda che tiene simboli di ricompensa e castigo. La composizione dell'incisione, con la sfera fluttuante, le drappeggiature mosse dal vento e un paesaggio panoramico che potrebbe riferirsi a Chiusa nella Valle Isarco, riflette la sintesi di Dürer tra proporzione vitruviana e l'influenza di Jacopo de' Barbari, come riportato in fonti storiografiche francesi e italiane. La ricezione dell'opera sottolinea il suo ruolo nella storia dell'arte come primo esempio di incisione matematicamente precisa realizzata con compasso e righello, con la sua non convenzionale forma femminile massiccia e le dettagliate texture alari che trasmettono la 'gravità fatidica' del suo soggetto. Quest'opera è parte del più ampio impegno di Dürer con l'allegoria e il pensiero umanistico, collocato all'interno della sua più vasta pratica di fondere mitologia classica con naturalismo del Rinascimento nordico, come documentato nelle collezioni museali e nella bibliografia citata presso istituzioni come la National Gallery of Art e la Staatliche Kunsthalle Karlsruhe.
Artist & collection
Artist
Albrecht Dürer spent his life in Nuremberg, a busy German city where artists traded prints like currency.
![Madonna and Child [obverse], by Albrecht Dürer](https://artifactworldgallery.com/img/albrecht-durer--madonna-and-child-obverse--d7b8ebf05d22ebe5-w320.webp)


![Lot and His Daughters [reverse], by Albrecht Dürer](https://artifactworldgallery.com/img/albrecht-durer--lot-and-his-daughters-reverse--b4ebf9b282faa17a-w320.webp)












