Artwork

Vertumnus and Pomona

Vertumnus and Pomona, by Francesco Melzi, oil, 1520
Vertumnus and Pomona, by Francesco Melzi, oil, 1520

Vertumnus and Pomona is an oil painting by the Mannerist artist Francesco Melzi. It dates from 1520 and is held in the collection of the Gemäldegalerie Berlin.

About this work

Panoramica

Raffigura una scena dalle Metamorfosi di Ovidio in cui il dio romano delle stagioni, Vertumnus, si traveste da vecchia per corteggiare Pomona, dea dei frutteti.

Vertumnus e Pomona è un dipinto mitologico dell'artista italiano rinascimentale Francesco Melzi, datato approssimativamente tra il 1518 e il 1522. Eseguito a olio su tavola di pioppo, l'opera misura 186 per 135,5 centimetri. Raffigura una scena dalle Metamorfosi di Ovidio in cui il dio romano delle stagioni, Vertumnus, si traveste da vecchia per corteggiare Pomona, dea dei frutteti. Il dipinto è un esempio paradigmatico dello stile leonardesco, che riflette ampiamente le innovazioni compositive e tecniche di Leonardo da Vinci, con il quale Melzi collaborò da vicino. Oggi il dipinto è conservato nella Gemäldegalerie dei Musei Statali di Berlino con il numero d'inventario 222.

Soggetto e significato

Il dipinto illustra un episodio dal Libro XIV delle Metamorfosi di Ovidio. Pomona, una ninfa devota ai suoi frutteti che rifiutava tutti i pretendenti, viene avvicinata da Vertumnus, dio della vegetazione e delle stagioni. Sfruttando la sua capacità di mutare forma, Vertumnus si traveste da anziana per avvicinarsi a lei. In questa veste, esalta la bellezza e la dedizione di Pomona, mettendola in guardia sui pericoli di rifiutare l'amore. Centrale al suo ragionamento è la parabola dell'olmo e della vite, visivamente rappresentata nel dipinto da una fitta vite che si arrampica su un tronco centrale. Gli olmi potati erano storicamente utilizzati come sostegni per le viti, e gli autori latini impiegarono frequentemente questa accoppiatura come simbolo di unione matrimoniale. In primo piano, una crescita di aquilegie rafforza ulteriormente i temi della fertilità, un motivo che appare in modo prominente anche nella Flora di Melzi.

Tecnica e stile

Melzi eseguì l'opera saldamente nello stile dei Leonardeschi, impiegando la tecnica dello sfumato di Leonardo da Vinci per rendere carne e tessuti con una pennellatura levigata, quasi invisibile, e ombre morbide. La figura di Pomona riprende direttamente il tipo femminile leonardesco, caratterizzato da occhi abbassati e un sorriso sottile e contenuto. La composizione si basa ampiamente su opere leonardesche note anteriori al 1513. La gamma cromatica, che mescola toni caldi di arancio e rosa con blu e verdi freddi, rispecchia la Vergine con Bambino e sant'Anna di Leonardo al Louvre. Lo sfondo di montagne lontane, rocce frastagliate e un ponte ad arco sulla sinistra deriva dalla Gioconda, mentre la posa seduta di Pomona si collega strettamente alla Vergine Maria del Cartone di Burlington House di Leonardo. Il dipinto riflette anche la precisa osservazione botanica di Leonardo, con fitta vegetazione e piccoli fiori azzurri che riempiono il primo piano sotto una luce uniforme.

Storia e provenienza

La storia antica del dipinto rimane oscura prima del XVIII secolo, quando entrò nella collezione del Duca di Saint-Simon a Parigi. Entro il 1771, era entrato nella collezione di Federico il Grande a Sanssouci, dove fu catalogato come opera di Leonardo da Vinci. Nel 1820, la Gemäldegalerie dei Musei Statali di Berlino acquistò il dipinto da un venditore di nome von Hurt, allorché era attribuito a Salaì. Il dipinto rimase nella collezione della Gemäldegalerie, ricevendo infine il numero d'inventario 222. Resti della firma di Melzi, sopravvissuti come le lettere greche S e H su una roccia vicino al piede di Vertumnus, furono scoperti durante un esame del 1995. Questi resti corrispondono a descrizioni antiche che rilevano la presenza di una firma almeno fino al XVIII secolo, probabilmente rimossa per facilitare la vendita dell'opera come autografo leonardesco.

Contesto

Francesco Melzi incontrò Leonardo da Vinci da giovane e divenne il suo devoto allievo e compagno, viaggiando con lui a Roma nel 1513 e alla corte di Francesco I in Francia prima del 1517, ricevendo infine l'eredità artistica del maestro alla sua morte nel 1519 a Chateau Cloux. Nonostante questa stretta relazione, l'attribuzione di Vertumnus e Pomona a Melzi è stata dibattuta. Pierre-Jean Mariette fu il primo ad attribuirla a Melzi, seguito da Giovanni Morelli nel 1877. Wilhelm von Bode confermò l'attribuzione nel 1905, collegandola stilisticamente alla Flora di Melzi. Marion Wilcox sostenne nel 1919 che Melzi era l'unico autore plausibile, poiché l'alternativa, Giampietrino, mancava del necessario rilievo. Wilhelm Suida convenne nel 1929 sulla base di legami stilistici con Leonardo. I detrattori, tuttavia, tra cui Georg Hirth e Richard Muther nel 1889, e Rodman Henry nel 1959, sostennero che Mel was merely a dilettante, notando l'assenza di prove cinquecentesche che fosse un pittore praticante e rilevando che Leonardo non aveva mai menzionato Melzi come artista. La scoperta del 1995 della firma di Melzi fornì prove fisiche a sostegno dell'attribuzione tradizionale.

Eredità

La confusione sull'autore del dipinto evidenzia la sua ricezione storica come opera di eccezionale qualità, facilmente scambiabile per un autografo leonardesco. La rimozione deliberata della firma di Melzi per spacciare il dipinto come di Leonardo sottolinea i premi economici e culturali attribuiti al nome di Leonardo, che eclissarono i suoi seguaci. L'identificazione successiva e le prove fisiche della firma di Melzi hanno riportato l'opera all'interno dell'opera dei Leonardeschi, contribuendo a definire Melzi non semplicemente come custode dell'eredità di Leonardo ma come artista praticante di rilievo a sé stante. Il dipinto rimane un punto di riferimento fondamentale per comprendere come i motivi compositivi e le tecniche di Leonardo fossero disseminati e adattati dalla sua cerchia più stretta.

Procris' Prayer to Diana
Procris' Prayer to Diana, Luini Bernardino

Artist & collection

Portrait of Francesco Melzi

Artist

Francesco Melzi

Francesco Melzi, or Francesco de Melzi (1491 – 1570) was an Italian painter born into a family of the Milanese nobility in Lombardy.

This work is in the public domain (CC0). Image source: Gemäldegalerie Berlin open access. Spotted an error in this record? Tell us.