Artwork

Coronation of the Virgin

Coronation of the Virgin, by Lorenzo Monaco, tempera, 1414
Coronation of the Virgin, by Lorenzo Monaco, tempera, 1414

Coronation of the Virgin is a tempera painting by the Early Renaissance artist Lorenzo Monaco. It dates from 1414 and is held in the collection of the Uffizi Gallery.

About this work

Ecco la parte curiosa: la data indica febbraio 1413, ma nel calendario di Firenze quell'anno era il 1414.

Lorenzo Monaco dipinse un polittico a tempera chiamato *Coronation of the Virgin* nel 1414.
Raffigura Maria che viene incoronata da Gesù.
L'opera fu realizzata per un monastero prima di essere trasferita agli Uffizi a Firenze.

Ecco la parte curiosa: la data indica febbraio 1413, ma nel calendario di Firenze quell'anno era il 1414.
Quindi gli artisti di allora avevano il loro modo di contare il tempo.

Cerca l'artista Lorenzo Monaco.

Panoramica

L'Incoronazione della Vergine è un grande polittico a tempera e oro su tavola dipinto dall'artista tardo gotico italiano Lorenzo Monaco nel 1414. Con dimensioni di 450 per 350 centimetri, l'altare fu originariamente commissionato per l'altare maggiore del monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli a Firenze, dove lo stesso artista era monaco. L'opera è nota per la sua decorazione sontuosa, l'ampio uso di foglia d'oro e un blu di lapislazzuli brillante e costoso. Rimase sul suo altare originale fino alla fine del XVI secolo, quando i mutati gusti ne portarono alla rimozione. Dopo secoli di oblio e deterioramento, fu recuperata e restaurata, e oggi risiede nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Soggetto e Significato

La scena centrale raffigura Cristo che incorona sua madre, Maria, come Regina del Cielo, un tema popolare nell'Italia medievale che, pur non essendo menzionato nei Vangeli, simboleggiava la sua Assunzione e l'autorità della Chiesa. La scena è ambientata nel Paradiso, rappresentato da un arcobaleno stellato o da fasce blu punteggiate di stelle che alludono alle sfere celesti della cosmologia medievale. Cristo e la Vergine sono seduti su un trono circondati da una folla densa di figure aureolate, tra cui angeli che suonano musica e bruciano incenso, e due gruppi simmetrici di santi disposti su tre file. Il gruppo di sinistra include San Giovanni Battista, San Pietro, San Bernardo di Chiaravalle e San Benedetto, mentre il gruppo di destra presenta San Giovanni Evangelista, Sant'Andrea, San Benedetto e San Romualdo. La prominente inclusione di San Benedetto in vesti bianche e di San Romualdo riflette l'identità istituzionale dell'ordine camaldolese, una congregazione benedettina riformata. Sopra il pannello principale, le pinnacoli contengono l'Angelo dell'Annunciazione, un Cristo Benedicente tra i Cherubini e la Vergine dell'Annunciazione, mentre la predella sottostante raffigura la Natività, l'Adorazione dei Magi e episodi dalle vite di San Benedetto e San Bernardo.

Tecnica e Stile

Eseguita a tempera su tavola di legno, la polittica esemplifica lo stile Gotico Internazionale a Firenze. La composizione è molto affollata e in gran parte piatta, priva della prospettiva matematica che si stava sviluppando nella pittura fiorentina contemporanea, una caratteristica che condivide con opere precedenti di stile giottesco. Invece, Lorenzo Monaco fa affidamento su uno sfondo dominante di foglia d'oro e su un motivo superficiale che compete per l'attenzione con i volumi delle figure, creando persino un motivo decorativo attraverso la sovrapposizione della folla. Le figure sono allungate con un modellato delicato, e i loro abiti presentano un disegno sottile e calligrafico con pieghe di drappeggio lineari e fluide che si muovono indipendentemente dai corpi. La tavolozza è definita da toni freddi, brillanti e iridescenti, che utilizzano blu profondi, rosa, verdi e bianchi, con un'applicazione generosa di costosi lapislazzuli per il blu oltremare. Un restauro del 1990 ha recuperato questa colorazione brillante, che nel tempo era stata oscurata, e l'analisi tecnica ha rilevato che la veste della Vergine, ora apparsa bianca, era originariamente sbiadita da un rosso audace o da un malva rosato.

Storia e Provenienza

Un'iscrizione sulla cornice, parzialmente restaurata nel XIX secolo, riporta che l'altare fu commissionato da Zanobi di Cecco del Frasca per l'altare maggiore di Santa Maria degli Angeli, dipinto da Don Lorenzo, e datato febbraio 1413. Poiché il calendario fiorentino iniziava il nuovo anno il 25 marzo, questa data corrisponde a febbraio 1414. Lo scrittore del XVI secolo Antonio Billi menzionò l'opera, descrivendola come elaboratamente ornata. Entro la fine del XVI secolo, il dipinto era considerato antiquato e fu sostituito sull'altare da una tela di Alessandro Allori. Successivamente, l'altare subì gravi danni da acqua che rovinarono gran parte della carpenteria lignea originale. Fu riscoperto nel XIX secolo nell'abbazia camaldolese di San Pietro a Cerreto. Nel 1872, il restauratore degli Uffizi Ettore Franchi intraprese un importante restauro della cornice. Un ulteriore restauro nel 1990 rivitalizzò la superficie dipinta e rivelò il prezioso pigmento di lapislazzuli. Il dipinto si trova ora nella collezione della Galleria degli Uffizi.

Contesto

Lorenzo Monaco, nato Piero di Giovanni, prese i voti nel monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli nel 1391, rimanendo il principale pittore di Firenze per decenni. L'Incoronazione della Vergine rappresenta la maturità del suo stile elegante, ponendo il suo linguaggio figurativo personale al servizio della spiritualità camaldolese. A differenza di altre regioni italiane, i maestri fiorentini di questo periodo evitarono in gran parte la mondanità cortigiana; Lorenzo Monaco, invece, sottolineò un profondo sentimento religioso, evidenziato dal suo persistente uso di sfondi dorati e dai volti intensi e riflessivi delle sue figure. Sebbene la composizione del pannello principale sia convenzionale e piatta, le figure mostrano una nuova fluidità nelle loro pose e nei drappeggi che suggerisce lo Stile Internazionale allora impiegato nella scultura da contemporanei come Lorenzo Ghiberti e Niccolò Lamberti. Le scene della predella, libere dallo sfondo dorato, permisero all'artista di esplorare ambientazioni più intense, originali e immaginifiche, che sono annoverate tra i suoi massimi risultati.

Eredità

L'Incoronazione della Vergine si erge come una delle opere più rappresentative della pittura tardo gotica a Firenze. Il suo uso sontuoso dell'oro e del costoso blu oltremare avrebbe reso l'altare un punto focale forte nella chiesa, testimoniando la sua importanza istituzionale e l'extraordinaria generosità del donatore. La traiettoria storica dell'opera, dalla sua rimozione come superata alla fine del XVI secolo alla sua riscoperta e al successivo restauro nei secoli XIX e XX, rispecchia i più ampi cambiamenti nel gusto storico dell'arte dal classicismo rinascimentale fino a un apprezzamento del Gotico Internazionale. Il restauro del 1990, in particolare, ha recuperato i colori luminosi che erano andati perduti, permettendo agli spettatori moderni di apprezzare gli intervalli lineari sofisticati e il cromatismo brillante che originariamente definivano la visione trascendentale di Lorenzo Monaco.

Coronation of the Virgin
Coronation of the Virgin, Andrea di Bartolo

Artist & collection

Portrait of Lorenzo Monaco

Artist

Lorenzo Monaco

Lorenzo Monaco was a Sienese painter and miniaturist of the late Gothic to early Renaissance age, active principally in Florence.

Uffizi Gallery

Museum

Uffizi Gallery

Continue through works from the same source collection.

This work is in the public domain (CC0). Image source: Uffizi Gallery open access. Spotted an error in this record? Tell us.