Artwork
Resurrezione di Lazzaro

Resurrezione di Lazzaro is an oil painting by the Early Renaissance artist Nicolas Froment. It dates from 1461 and is held in the collection of the Uffizi Gallery.
About this work
Panoramica
La Resurrezione di Lazzaro è un trittico altare dipinto nel 1461 dall'artista francese Nicolas Froment, attivo in Piccardia e successivamente in Provenza.
La Resurrezione di Lazzaro è un trittico altare dipinto nel 1461 dall'artista francese Nicolas Froment, attivo in Piccardia e successivamente in Provenza. Eseguito a olio su tavola di quercia, misura 175 per 200 cm secondo i registri museali, sebbene alcune fonti citino dimensioni di 134 per 350 cm. L'opera è attualmente conservata alla Galleria degli Uffizi a Firenze, con numero di inventario 1065, dove ha subito un significativo restauro nel 2017. Si tratta dell'opera più antica documentata e sopravvissuta di Froment ed è uno dei dipinti più importanti del Quindicesimo secolo di un artista straniero nella collezione degli Uffizi. Il trittico è firmato e datato all'esterno: "Nicolaus Frumenti absolvit hoc opus XV HL. Junii MºCCCCºLXI."
Soggetto e Significato
Il trittico presenta una narrazione continua tratta dal Vangelo di Giovanni, che si svolge su tre pannelli. Il pannello sinistro raffigura Marta che si avvicina a Gesù per informarlo della morte del fratello Lazzaro. Il pannello centrale mostra il miracolo culminante: Gesù, in piedi con una veste viola e la mano destra alzata, comanda a Lazzaro di alzarsi dalla tomba di pietra, mentre la figura scheletrica emerge alla presenza di numerosi spettatori, inclusi gli apostoli, Maria e Marta, una inginocchiata in rosso e l'altra seduta in pesca. Il pannello destro conclude la narrazione con la festa nella casa di Simone il Fariseo, dove Maria unge i piedi di Gesù, una scena che la presenta notevolmente vestita con decoro e coperta in testa, piuttosto che confusa con Maria Maddalena. Quando è chiuso, l'esterno rivela il donatore Francesco Coppini inginocchiato in preghiera con due assistenti davanti alla Vergine e al Bambino, con il suo stemma araldico esposto sopra. L'iconografia riflette strutture devozionali tradizionali incorporando al contempo dettagli naturalistici, come la mosca sul tavolo da banchetto, che trasformano la narrazione sacra in un'osservazione immersiva. L'ampio uso di foglia d'oro, i rossi profondi, i viola, i verdi e i blu, combinati con gesti vari di preghiera, indicazione e stupore, creano un registro emotivo complesso adatto al soggetto miracoloso.
Tecnica e Stile
Il trittico è eseguito a olio su tavola di quercia, con i tre pannelli inseriti in un supporto ligneo con fissaggi. L'esame tecnico rivela una preparazione di due strati di fondo: carbonato di calcio seguito da biacca. Il legante a base di olio permette una raffinata stratificazione e velatura caratteristiche della pratica influenzata dalle Fiandre. I pigmenti identificati includono robbia e robbia rosa per i rossi, resinato di rame per i verdi e indaco per le sfumature delicate. La riflettografia ha rivelato un disegno preparatorio in gran parte a mano libera con alcuni aggiustamenti compositivi, indicando l'approccio diretto di Froment. La gestione del colore mostra una modellatura liscia e dettagliata di volti e tessuti, con ombre morbide che definiscono le pieghe e la profondità spaziale. La luce cade uniformemente sulle scene, creando sottili variazioni tonali. La cornice originale in stile fiammingo presenta traforo ligneo dorato di gusto gotico ispirato alle arcate delle cattedrali francesi, con motivi traforati e laterali che ricordano gioielli su sfondo blu scuro. Il traforo dorato del pannello centrale è stato restaurato anch'esso nel 2017. Le figure mostrano l'angolarità caratteristica del Gotico Internazionale, con lineamenti spinti quasi alla caricatura, mentre costumi, oggetti e dettagli paesaggistici evocano il mondo fiabesco delle corti dell'Europa settentrionale. I fini pattern di craquelure sono il risultato del restringimento del legno e dell'abbondante legante nel film pittorico.
Storia e Provenienza
Il trittico fu commissionato da Francesco Coppini, vescovo di Terni e legato papale di papa Pio II, che viaggiò attraverso le Fiandre, la Francia e l'Inghilterra dal 1459 al 1462 per missioni diplomatiche, inclusi sforzi per raccogliere il denaro di San Pietro e mediare nelle Guerre delle Rose. Coppini presentò l'opera completata a Cosimo de' Medici il Vecchio, che tra il 1461 e il 1464 la donò al convento francescano osservante di Bosco ai Frati in Mugello, oggi nel comune di Scarperia e San Piero. Il dipinto rimase lì fino alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, entrando agli Uffizi nel 1841. I ritratti esterni di Coppini e dei suoi assistenti, resi con naturalismo veristico, conservano i lineamenti di questo ambizioso prelato che cadde in disgrazia papale nel 1463 per aver sostenuto la causa yorkista, fu privato del suo vescovado e morì monaco benedettino nel 1464. Il trittico fu esposto a Londra nel 1932, a Firenze nel 1945, a Bordeaux nel 1952 e nuovamente a Firenze nel 1977. Una mostra dedicata, "Resurrezione di Lazzaro", si tenne alla Sala del Camino degli Uffizi nel 2017 a seguito del restauro di Lucia e Andrea Dori, sostenuto dagli Amici della Galleria degli Uffizi. Interventi non documentati del ventesimo secolo avevano staccato i pannelli dalla loro cornice, dipinto la struttura di nero e applicato ritocchi che oscuravano i colori originali e il craquelure.
Contesto
Nicolas Froment, nato intorno al 1435 in Piccardia e attivo almeno dal 1465 in Provenza al servizio del re Renato d'Angiò, rappresenta la diffusione delle tecniche pittoriche fiamminghe in Francia e oltre. Il trittico esemplifica la circolazione internazionale degli stili artistici a metà del Quindicesimo secolo, poiché un pittore francese al servizio di un prelato diplomatico italiano produsse un'opera in stile fiammingo che sarebbe entrata in una delle principali collezioni di Firenze. La commissione riflette il costante interesse italiano per l'arte dell'Europa settentrionale anche durante il Rinascimento. La successiva reputazione di Froment si basa su un piccolo corpus di opere sopravvissute, con il Roveto Ardente del 1475-76 per il re Renato generalmente considerato il suo capolavoro più celebrato. Il trittico degli Uffizi ha attirato l'attenzione accademica da Bernard Berenson, che scrisse la prefazione al catalogo della mostra del 1945, fino alla recente scienza del restauro. La discussione critica si è concentrata sulla combinazione distintiva di Froment tra realismo meticoloso e tipi figurativi quasi caricaturali, e sul valore dell'opera come prova documentaria per la carriera di Francesco Coppini, il cui ritratto esterno costituisce un importante esempio precoce di immagini di donatori individualizzati.
Eredità
La Resurrezione di Lazzaro occupa una posizione significativa nella storia dell'arte come opera datata più antica di Froment e come raro sopravvissuto del suo periodo in Piccardia prima della sua associazione provenzale con il re Renato. La sua conservazione agli Uffizi dal 1841 ha garantito la sua visibilità come esempio chiave della pittura gotica internazionale francese e della tecnica influenzata dalle Fiandre nell'Europa del Quindicesimo secolo. Il restauro e la mostra del 2017, curati da Daniela Parenti con pubblicazione annessa, hanno portato rinnovata attenzione alla sofisticazione tecnica e alla complessità narrativa dell'opera. Il trittico serve come importante testimonianza delle reti di patronato che collegavano prelati italiani, tradizioni artistiche fiamminghe e pratiche di collezionismo fiorentino a metà del Quattrocento. I suoi ritratti di donatori contribuiscono alla storia delle immagini commemorative realistiche, mentre la scena dell'unzione offre un esempio significativo di chiarificazione iconografica nella lunga tradizione di confusione tra le varie donne bibliche chiamate Maria. L'opera continua a essere citata negli studi sullo scambio artistico interculturale, sull'influenza settentrionale sull'arte italiana e sullo stile gotico internazionale.
Artist & collection
Artist
Nicolas Froment (c. 1435 – c. 1486) was a French painter of the Early Renaissance. Froment is one of the most notable representatives of the Second School of Avignon (École d'Avignon), a group of artists at the court of…










