Artwork

Portrait of Ulrika Eleonora the Younger, Queen of Sweden

Portrait of Ulrika Eleonora the Younger, Queen of Sweden, by Unknown, oil, 1725
Portrait of Ulrika Eleonora the Younger, Queen of Sweden, by Unknown, oil, 1725

Portrait of Ulrika Eleonora the Younger, Queen of Sweden is an oil painting by the Rococo painting artist Unknown. It dates from 1725 and is held in the collection of the Hermitage Museum. The work is an oil painting portraying Ulrika Eleonora the Younger, who reigned as queen of Sweden.

About this work

Panoramica

La presenza del dipinto all'Ermitage ne attesta il significato nel più ampio contesto della ritrattistica reale europea collezionata da mecenati russi.

Il Ritratto di Ulrika Eleonora la Giovane, regina di Svezia è un dipinto a olio su tela datato 1725, eseguito da un artista sconosciuto. Con dimensioni di 132,6 per 119 centimetri, l'opera è conservata nella collezione del Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo. Il ritratto raffigura la sovrana svedese che regnò dal 1718 al 1720 prima di abdicare in favore del marito, Federico I. In quanto ritratto regale formale del primo Settecento, esemplifica le convenizioni della pittura di corte europea preservando al contempo l'immagine di una regina il cui breve regno segnò una transizione decisiva nella storia costituzionale svedese. La presenza del dipinto all'Ermitage ne attesta il significato nel più ampio contesto della ritrattistica reale europea collezionata da mecenati russi.

Soggetto e significato

Il soggetto, Ulrika Eleonora la Giovane (1688-1741), era figlia del re Carlo XI e della regina Ulrika Eleonora di Danimarca, e sorella di Carlo XII. Divenne regina di Svezia nel dicembre 1718 in seguito alla morte del fratello, ma accettò di abolire il governo autocratico e fu incoronata a Uppsala nel marzo 1719. Il suo regno terminò nel febbraio 1720 quando abdicò in favore del marito, Federico d'Assia-Kassel, servendo successivamente come regina consorte fino alla morte per vaiolo nel novembre 1741. Il ritratto la presenta in posa di tre quarti, seduta e rivolta direttamente allo spettatore, una scelta compositiva che afferma la sua autorità regia. La corona d'oro tempestata di gioielli, posta su una superficie scura drappeggiata con stoffa verde alla sua sinistra, funge da emblema inequivocabile di sovranità. Il mantello bordato di ermellino punteggiato di piccole macchie scure sul grembo significa il suo elevato status, poiché l'ermellino era tradizionalmente riservato ai monarchi e all'alta nobiltà. L'abito azzurro pallido o argenteo con fermagli gioiellati e cintura scura gioiellata comunica ulteriormente ricchezza e posizione. Il drappeggio bruno-rossastro caldo e la tenda verde scuro tirata indietro creano un'ambientazione teatrale tipica della ritrattistica di corte barocca, inquadrando il soggetto in un'atmosfera di controllata grandiosità. La luce uniforme e morbida sul suo viso e sul petto evita ombre drammatiche, producendo un'immagine di composta dignità piuttosto che di intensità teatrale.

Tecnica e stile

Il dipinto è eseguito a olio su tela, con dimensioni di 132,6 per 119 centimetri. La pennellatura è notevolmente liscia e sfumata, particolarmente nella resa delle carnagioni e dei tessuti, suggerendo una mano esperta attenta alle convenzioni della ritrattistica di corte. Una texture più visibile appare nel drappeggio di sfondo, dove una gestione più ampia differenzia l'ambientazione decorativa dal trattamento raffinato del soggetto. La palette è dominata da toni bruni caldi, verdi smorzati e azzurri argentei pallidi, creando uno schema cromatico armonioso e contenuto. La luce cade uniformemente sul viso e sul petto, producendo morbide ombre che modellano la forma senza contrasti drammatici. La superficie mostra fine craquelure ovunque, coerente con la sua età e il suo medium. Un piccolo numero rosso nell'angolo inferiore destro indica un successivo segno di inventario o di collezione. La tecnica complessiva si allinea con le tradizioni europee di ritrattistica del primo Settecento, dove prevaleva l'ideale di finitura levigata nelle rappresentazioni della regalità.

Storia e provenienza

Il dipinto è datato 1725, cinque anni dopo l'abdicazione di Ulrika Eleonora e durante il suo periodo come regina consorte. Sebbene l'artista rimanga sconosciuto, la data colloca l'opera in un periodo in cui Georg Engelhard Schröder, che succedette a David von Krafft come ritrattista di corte reale nel 1724, stava producendo ritratti della regina e del re Federico I. Tuttavia, nessuna attribuzione a Schröder o a qualsiasi altro artista specifico può essere stabilita dalla documentazione disponibile. L'opera è attualmente conservata nel Museo dell'Ermitage, sebbene la data precisa e le circostanze del suo acquisizione da parte del museo non siano specificate nelle fonti disponibili. La sua presenza in questa importante collezione imperiale russa suggerisce che potrebbe essere entrata attraverso canali diplomatici, acquisto o come parte dell'acquisizione più ampia di arte europea che caratterizzò la formazione dell'Ermitage. Il numero di accesso del dipinto e la catena di provenienza dettagliata prima del suo arrivo all'Ermitage rimangono non documentati nelle fonti fornite.

Contesto

Il ritratto appartiene a un significativo corpus di rappresentazioni di Ulrika Eleonora la Giovane, figura di notevole importanza storica nella storia svedese. Il suo regno segnò la fine formale della monarchia assoluta in Svezia e l'inizio dell'Era della Libertà, un'epoca parlamentare che sarebbe durata fino al 1772. La creazione del dipinto nel 1725 lo situa dopo questa trasformazione costituzionale, quando lei deteneva il ridotto status di regina consorte piuttosto che di sovrana regnante. L'opera deve essere compresa nel contesto della cultura di corte svedese del primo Settecento, dove la ritrattistica serviva a mantenere visibilità e prestigio reale anche mentre il potere politico si spostava. Altri artisti associati a ritratti di Ulrika Eleonora includono Georg Engelhard Schröder, che divenne un pittore di corte favorito, e Georg Desmarées, il cui ritratto di lei è conservato nella Collezione di ritratti dello Stato svedese a Gripsholm. L'esistenza di molteplici ritratti da parte di diverse mani indica una sostenuta domanda per la sua immagine, riflettendo sia il suo significato personale sia il più ampio bisogno istituzionale di rappresentazione reale. La conservazione di questo particolare lavoro all'Ermitage lo colloca all'interno di una delle più importanti collezioni mondiali di pittura europea, garantendo la sua continua visibilità a studiosi e pubblico.

Eredità

L'ulteriore vita del ritratto è intrecciata con la più ampia reputazione storica del suo soggetto. Ulrika Eleonora la Giovane rimane una figura significativa nella storia svedese come la sovrana che volontariamente rinunciò al potere assoluto, permettendo il quadro costituzionale che definì l'Era della Libertà. La sua immagine, preservata in questo e altri ritratti, continua a servire come documento visivo di un momento trasformativo nella governance scandinava. La residenza del dipinto nel Museo dell'Ermitage ne garantisce la conservazione e l'accessibilità pubblica, sebbene non abbia raggiunto lo stesso livello di attenzione critica individuale di ritratti da maestri identificati. All'interno della più ampia categoria di dipinti di ritratti di Ulrika Eleonora di Svezia, che comprende almeno sessantaquattro opere documentate, questa tela anonima contribuisce a comprendere come la sua immagine fu diffusa e adattata in diversi contesti artistici. L'opera si pone come testimone materiale della cultura visiva della monarchia europea del primo Settecento, e delle particolari circostanze di una regina il cui significato storico deriva tanto dalla sua abdicazione quanto dal suo breve regno.

Margravine Maria Anna Josepha of Baden-Baden
Margravine Maria Anna Josepha of Baden-Baden, Georg Desmarées

Artist & collection

Artist

Unknown

entity whose identity is not known

Hermitage Museum

Museum

Hermitage Museum

Continue through works from the same source collection.

This work is in the public domain (CC0). Image source: Hermitage Museum open access. Spotted an error in this record? Tell us.