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Paesaggio con il Riposo durante la Fuga in Egitto (Mezzogiorno)

Paesaggio con il Riposo durante la Fuga in Egitto (Mezzogiorno) is an oil painting by Claude Lorrain. It dates from 1661 and is held in the collection of the Hermitage Museum.
About this work
Panoramica
Paesaggio con la Riposo durante la Fuga in Egitto (Mezzogiorno) è un dipinto a olio su tela del pittore barocco francese Claude Lorrain, datato 1661.
Paesaggio con la Riposo durante la Fuga in Egitto (Mezzogiorno) è un dipinto a olio su tela del pittore barocco francese Claude Lorrain, datato 1661. Con un'altezza di 116 cm e una larghezza di 159.6 cm, l'opera raffigura un episodio biblico ambientato in un mondo naturale vasto e idealizzato. È attualmente conservato nel Museo Ermitage di San Pietroburgo, in Russia, dove è catalogato con il numero 1235. Il dipinto è un esempio significativo del periodo maturo di Claude, che dimostra la sua capacità di fondere la narrazione religiosa con la tradizione del paesaggio classico, creando una visione della natura sia intellettuale che poetica.
Soggetto e Significato
Il dipinto illustra il Riposo durante la Fuga in Egitto, una narrazione tratta dal Vangelo di Matteo (2:13-15). Dopo la nascita di Gesù, un angelo apparve in sogno a Giuseppe, avvertendolo di fuggire in Egitto con la Vergine Maria e il Bambino Gesù per sfuggire alla Strage degli Innocenti ordinata dal re Erode. In primo piano a destra, la Sacra Famiglia riposa su un argine erboso, accompagnata da un angelo in vesti bianche, mentre il loro asino pascola nelle vicinanze tra pecore e capre. Il paesaggio stesso porta un peso simbolico, riflettendo il concetto di paesaggio ideale in cui la natura funge da espressione di un mondo perfetto e ideale e della visione interiore dell'artista. Dal XVIII secolo, il dipinto è stato raggruppato con altre tre opere dell'Ermitage come Le Quattro Ore del Giorno, rappresentando il Mezzogiorno. Tuttavia, lo studioso Doretta Cecchi ha sostenuto che questo raggruppamento è errato, notando che i dipinti sono in realtà due coppie distinte di pendant create a distanza di anni senza un programma iconografico condiviso, e che Claude non lasciò alcuna indicazione di momenti specifici della giornata.
Tecnica e Stile
Eseguito a olio su tela, il dipinto presenta una superficie liscia con gradazioni attentamente studiate nel cielo e nell'acqua, accanto a una resa dettagliata delle foglie e delle drappeggiature. La composizione è dominata dal paesaggio, che occupa quasi l'intera tela. La tavolozza impiega dorati caldi, verdi spenti e azzurri tenui, con la luce che entra da sinistra per illuminare il fogliame e proiettare ombre delicate. L'opera appartiene al periodo maturo di Claude. Durante gli anni Sessanta del Seicento, egli si allontanò dalla severità classica rigorosa verso un approccio più personale e soggettivo, riflettendo un concetto di natura che alcuni studiosi descrivono come preromantico. Alberi imponenti incorniciano la scena, mentre la recessione spaziale è costruita con cura attraverso piani successivi, collegando le figure in primo piano a un orizzonte montuoso lontano.
Storia e Provenienza
Il dipinto fu commissionato nel 1661 da Henri van Halmale, un cittadino di Anversa. Claude firmò l'opera sotto la figura della Vergine come CLAVDIO. IVF. ROM[AE] 1661. Registrò la composizione come numero 154 nel suo Liber Veritatis, il registro che manteneva per prevenire falsificazioni. Accanto al disegno, un'iscrizione nota la commissione di Anversa per Halmale, mentre una seconda iscrizione documenta una copia più piccola realizzata nel 1675 per l'ufficiale apostolico Francesco Canseri, oggi perduta. Entro il 1738, la tela originale era di proprietà del langravio Guglielmo VIII d'Assia-Kassel. Nel 1806, il generale francese Joseph Lagrange confiscò il dipinto e lo donò all'imperatrice Giuseppina. Passò successivamente allo zar Alessandro I di Russia nel 1814 prima di entrare nel Museo Ermitage. Tre disegni preparatori per la composizione sono conservati nel Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, nel British Museum di Londra e nella Biblioteca Albertina di Vienna. Una copia del dipinto realizzata da Ranucci nel 1812 è conservata nel museo regionale di Magonza.
Contesto
Claude Lorrain fu un pittore francese attivo in Italia che divenne una figura di spicco nella pittura di paesaggio barocca, in particolare all'interno della corrente del classicismo francese. Sviluppò il concetto di paesaggio ideale, basando le sue composizioni su riferimenti classici per presentare una visione della natura più elaborata e intellettuale. Questo approccio rese il paesaggio il soggetto principale, agendo come veicolo per la visione del mondo dell'artista e la sua interpretazione poetica. Il dipinto fu concepito come pendant del Paesaggio con Tobia e l'Angelo, datato 1663 e anch'esso conservato nell'Ermitage. Durante questo decennio, lo stile di Claude evolvette verso una resa più soggettiva e atmosferica del mondo naturale, una qualità che rese le sue scene vaste e idealizzate molto richieste dai ricchi collezionisti di tutta Europa, che le vedevano come rifugi tranquilli dalla vita urbana.
Eredità
L'approccio di Claude al paesaggio ideale, esemplificato da quest'opera, influenzò profondamente il percorso della pittura di paesaggio europea. Sottomettendo la narrazione religiosa alla grandiosità e all'atmosfera del mondo naturale, stabilì un modello in cui la natura stessa divenne il principale veicolo per l'espressione poetica e intellettuale. La sua meticolosa registrazione della composizione nel Liber Veritatis, insieme alla sopravvivenza dei disegni preparatori, ha permesso agli studiosi di tracciare il suo processo creativo e autenticare la sua opera, consolidando la sua reputazione e garantendo la distinzione accademica delle sue opere genuine dalle numerose copie e falsificazioni che circolarono durante e dopo la sua vita.
Artist & collection
Artist
Claude Lorrain (French:; born Claude Gellée, called le Lorrain in French; traditionally just Claude in English; c.


















