Artwork

The Nun Jerónima de la Fuente

The Nun Jerónima de la Fuente, by Diego Velázquez, oil, 1620
The Nun Jerónima de la Fuente, by Diego Velázquez, oil, 1620

The Nun Jerónima de la Fuente is an oil painting by the Early Baroque Italian artist Diego Velázquez. It dates from 1620 and is held in the collection of the Museo del Prado.

About this work

Soggetto e significato

L'austera illuminazione e il realismo spietato di Velázquez la elevano a modello sacro, allineando il ritratto al culto di Jerónima che precedette la sua fama.

Il ritratto raffigura Jerónima de la Asunción, fondatrice e prima badessa del convento delle Clarisse a Manila, come si legge nell'iscrizione sotto la figura. La donna è ritratta in piedi su uno sfondo scuro, con un breviario chiuso nella mano sinistra e un crocifisso di legno nella destra, simboli della sua autorità religiosa e della sua devozione. Iscrizioni latine incorniciano l'immagine: in alto, un versetto delle Lamentazioni ("È bene attendere in silenzio la salvezza di Dio"), e vicino alla bocca, una frase modificata dei Salmi ("Mi compiacerò finché egli sarà glorificato"), che evocano la sua disciplinata osservanza del silenzio e la sua vita contemplativa. Le iscrizioni e gli attributi la costruiscono come esemplare di pietà francescana, enfatizzando l'obbedienza e la sopportazione silenziosa piuttosto che le severe pratiche di mortificazione descritte dai resoconti contemporanei. L'austera illuminazione e il realismo spietato di Velázquez la elevano a modello sacro, allineando il ritratto al culto di Jerónima che precedette la sua fama.

Tecnica e stile

Il dipinto è eseguito ad olio su tela e misura 160 cm di altezza per 110 cm di larghezza.

Velázquez impiega una tavolozza contenuta dominata dall'abito marrone delle Clarisse, con solo le tonalità della carne del viso e delle labbra e i bordi rossi del breviario chiuso a fornire contrasto cromatico. La pennellatura appare stretta e precisa, con un'illuminazione tenebristica che modella nettamente il volto e le mani della monaca, enfatizzando rughe e struttura ossea con una chiarezza caravaggesca. La composizione formale è frontale e a figura intera, con la figura che occupa lo spazio poco profondo su uno sfondo scuro, producendo un effetto ieratico.

L'artista riserva tocchi delicati per piccoli dettagli come le pieghe del velo bianco e il nastro che ferma il mantello, risolvendo questi elementi tramite pennellate abbreviate che suggeriscono la percezione ottica piuttosto che l'imitazione minuziosa. Un crocifisso di legno è tenuto nella mano destra, mentre un piccolo libro appare nella sinistra, entrambi resi con attenta cura per la presenza materiale.

Storia e provenienza

Diego Velázquez eseguì questo ritratto a figura intera nel giugno 1620 mentre la soggetta, Jerónima de la Asunción, si fermava a Siviglia per tre settimane in viaggio verso le Filippine per fondare un convento. L'opera fu probabilmente commissionata da un compagno francescano o da Alvaro de Villegas, vicario del convento di Santa Isabel a Toledo. Originariamente attribuito a Luis Tristán, la vera paternità del dipinto fu rivelata nel 1926 quando un restauro prima di una mostra portò alla luce la firma di Velázquez. Sia la versione principale che una variante quasi identica provengono dal convento di Santa Isabel, uscendo dal sito nel 1931. Il Museo del Prado acquisì la sua versione dal convento nel 1944, mentre la seconda tela entrò in una collezione privata. Una terza versione a mezza figura si trova a Londra, sebbene la sua attribuzione remains debated among scholars.

Il ritratto a figura intera è conservato nella collezione del Museo del Prado a Madrid, avendo acquisito dall'abbazia di Santa Isabel nel 1944. Prima di questo trasferimento, l'opera lasciò il convento nel 1931 insieme a una seconda versione che entrò in una collezione privata. Il dipinto fu portato all'attenzione moderna durante una mostra nel 1926; a quel tempo, fu attribuito a Luis Tristán finché un restauro non rivelò la firma di Velázquez. Studi tecnici e analisi di laboratorio condotti dal museo hanno poi confermato l'attribuzione della versione del Prado, distinguendola da altre copie e varianti.

Contesto

Il ritratto di Jerónima de la Fuente da parte di Velázquez è ampiamente considerato un primo segnale del suo emergente realismo e della sua penetrazione psicologica, situato nel milieu tenebrista di Siviglia influenzato dal suocero Francisco Pacheco. La critica contemporanea ne evidenzia il chiaroscuro caravaggesco e la resa spietata dell'età e del carattere, allineando l'opera con lo spostamento del periodo verso il ritratto individuale e moralmente esemplare piuttosto che verso tipi santi idealizzati. Le iscrizioni e l'iconografia del dipinto, che combinano un versetto delle Lamentazioni, un rotolo dei Salmi e un crocifisso, furono interpretate dai contemporanei come riassumendo la pietà della monaca e il suo disciplinato silenzio, rafforzando il suo status di culto tra le Clarisse e i Francescani. Resoconti storiografici successivi, inclusi quelli di Jonathan Brown e Vicente Carducho, enfatizzano il suo ruolo nel consolidare la reputazione di Velázquez prima della sua nomina di corte, contrastando la sua rinomanza con lo status allora nascente dell'artista.

Eredità

Il ritratto a figura intera di Suor Jerónima de la Fuente di Velázquez, dipinto nel giugno 1620 durante la sua breve permanenza a Siviglia, è riconosciuto come una delle prime opere note dell'artista e come una delle prime testimonianze visive del crescente culto di Jerónima, che all'epoca era già più famosa di Velázquez. Commissionato probabilmente da un francescano che la accompagnava o dal vicario del convento di Santa Isabel, il dipinto entrò nel Museo del Prado nel 1944 dopo essere stato acquisito dal convento, dove rimane una copia quasi identica, mentre una versione a mezza figura è conservata in una collezione privata a Santiago del Cile. L'opera presenta uno sfondo scuro, un piccolo libro nella mano sinistra della monaca, un crocifisso nella destra e iscrizioni latine che richiamano la pietà di Jerónima, inclusa una citazione delle Lamentazioni 3:26. La tecnica di Velázquez impiega pennellate strette e chiaroscuro caravaggesco per enfatizzare i tratti invecchiati della monaca e la sua presenza autorevole, riflettendo il suo stile realista influenzato dal mentore Francisco Pacheco. L'eredità del dipinto risiede nel suo ruolo nel far avanzare la carriera di Velázquez a pittore di corte e nel suo contributo all'iconografia della santità, nonostante l'omissione dei resoconti contemporanei sulla mortificazione della monaca. Studi successivi, inclusi quelli di analisi tecnica e di copie varianti, confermano la sua attribuzione e ne evidenziano il significato nello sviluppo del ritratto spagnolo barocco.

Portrait of a Nun Holding Crucifix
Portrait of a Nun Holding Crucifix, Unknown 19th Century

Artist & collection

Portrait of Diego Velázquez

Artist

Diego Velázquez

Diego Rodríguez de Silva y Velázquez was a Spanish Baroque painter, the leading artist in the court of King Philip IV of Spain and Portugal, and of the Spanish Golden Age.

Museo del Prado

Museum

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