Artwork
Adorazione dei Magi

Adorazione dei Magi is an oil painting by the Early Renaissance artist Filippino Lippi. It dates from 1496 and is held in the collection of the Uffizi Gallery.
About this work
Raffigura l'Adorazione dei Magi a olio, non a tempera come dice la nota di Wikipedia, quindi è una versione insolita.
Si tratta di un dipinto religioso del Rinascimento. Filippino Lippi lo dipinse intorno al 1496. Raffigura l'Adorazione dei Magi a olio, non a tempera come dice la nota di Wikipedia, quindi è una versione insolita.
Lippi lo firmò e lo datò. Era raro per l'epoca. Il dipinto finì alla Galleria degli Uffizi a Firenze.
È una grande scena biblica. Vuoi vedere un altro dipinto di una vecchia chiesa? Guarda l'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi.
Soggetto e Significato
Il dipinto raffigura l'Adorazione dei Magi biblica, collocando al centro la Vergine e il Bambino all'interno di una composizione triangolare affiancata da dignitari stranieri che rappresentano la conversione dei pagani. Questa disposizione riflette le omelie agostiniane sull'Epifania, sottolineando la missione di Cristo verso tutti i popoli. L'opera incorpora specifici simboli politici in onore della linea Medici Popolano: il Magio più anziano, che regge un astrolabio, ritrae Pierfrancesco de' Medici, mentre i suoi figli Lorenzo e Giovanni appaiono come gli altri re, con uno di essi raffigurato mentre gli viene tolta la corona a significare la loro rinuncia al potere sotto Savonarola.
Collocata davanti alle rovine di una stalla su un paesaggio roccioso, la scena include la Stella di Betlemme e narrazioni di sfondo del viaggio dei Magi. Frammenti architettonici e dettagli esotici nel paesaggio urbano lontano alludono alla sovrapposizione delle tradizioni pagane dal cristianesimo, fondendo l'iconografia religiosa tradizionale con la ritrattistica fiorentina contemporanea.
Tecnica e Stile
L'Adorazione dei Magi è un dipinto a olio su tavola di 258 per 243 centimetri, realizzato da Filippino Lippi nel 1496. Eseguito a tempera grassa su legno, l'opera fu originariamente commissionata dai monaci agostiniani di San Donato in Scopeto per sostituire l'Adorazione dei Magi incompiuta di Leonardo da Vinci, rimasta incompleta dal 1481. Il dipinto è firmato e datato sul retro dall'artista, confermando la sua esecuzione nel 1496. Fu successivamente acquisito dal cardinale Carlo de' Medici nel 1529 ed entrò nella collezione degli Uffizi dopo l'eredità della famiglia Medici nel 1666. La composizione riflette lo stile tardo di Filippino Lippi, caratterizzato da dettagli meticolosi e un ritmo nervoso nella forma, influenzato sia dall'Adorazione precedente di Botticelli che dalle tradizioni artistiche straniere. L'opera raffigura la Vergine e il Bambino al centro, affiancati da membri della famiglia Medici ritratti come Magi, tra cui Pierfrancesco de' Medici in una veste gialla foderata di pelliccia che regge un astrolabio. Il paesaggio di sfondo presenta una rovina, una stalla e una città lontana, con la Stella di Betlemme che splende sopra. La tavola fu successivamente montata su una cornice di legno con chiodi di ferro e rinforzi strutturali tipici della costruzione di tavole del Quattrocento. La sua superficie è stata studiata per trovare prove di collaborazione bottega, inclusi segni di pentimenti e aggiunte successive.
Storia e Provenienza
L'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi fu commissionata dai monaci agostiniani del monastero di San Donato in Scopeto a Firenze come sostituto di una tavola incompiuta iniziata da Leonardo da Vinci nel 1481. Leonardo aveva abbandonato quella prima commissione quando partì per la corte di Ludovico Sforza a Milano, lasciando solo uno schizzo preparatorio. Dopo circa quindici anni, i canonici si rivolsero a Filippino, che si ritiene abbia ricevuto la nuova commissione all'inizio del 1494 e abbia iniziato a dipingere a novembre. Al posto della terra di Valdensa precedentemente promessa a Leonardo, i monaci pagarono a Filippino 300 fiorini in contanti. L'opera è firmata e datata sul retro: "FILIPPINUS ME PINSIT DE LIPPIS FLORENTINUS ADD XXIX DI MARZO MCCCCLXXXXVI", collocandone il completamento al 29 marzo 1496.
Dopo la soppressione e la distruzione di San Donato in Scopeto durante l'assedio di Firenze del 1529, l'altare passò nella collezione del cardinale Carlo de' Medici. Alla sua morte nel 1666, entrò nelle proprietà granducali, il nucleo della attuale Galleria degli Uffizi, dove rimane.
L'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi è stata conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze dal 1666, quando entrò nelle collezioni granducali dopo la morte del cardinale Carlo de' Medici, che l'aveva acquisita nel 1529 dopo la distruzione del monastero di San Donato in Scopeto durante l'assedio di Firenze. L'opera è inventariata come parte delle collezioni principali degli Uffizi e rimane esposta lì.
Originariamente commissionata per l'altare maggiore di San Donato in Scopeto, il dipinto fu completato nel 1496 come sostituto della versione incompiuta dello stesso soggetto di Leonardo da Vinci. La sua accessione alla collezione degli Uffizi consolidò il suo status come opera chiave all'interno delle collezioni rinascimentali del museo, dove continua a essere esposta come un importante esempio di arte fiorentina della fine del XV secolo.
Contesto
Gli studiosi identificano l'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi (1496) come un'opera del tardo Quattrocento che sintetizza la tradizione fiorentina con nuovi impulsi stilistici, collocandola tra l'Alto Rinascimento e il Manierismo. La composizione stratificata e i ritmi figurativi nervosi del dipinto riflettono l'impegno di Lippi con l'arte nord europea e i dibattiti contemporanei, allineandolo al clima culturale plasmato dalla Firenze di Savonarola. I suoi ritratti medicei, Pierfrancesco de' Medici inginocchiato in vesti gialle foderate di pelliccia, i suoi figli Lorenzo e Giovanni tra i Magi, incorporano allegoria politica all'interno di un soggetto religioso, una strategia che gli studiosi collegano alle ambizioni post-esilio del ramo Popolano. L'inclusione di queste figure donatrici, insieme al precedente di Botticelli negli Uffizi, sottolinea il dialogo di Lippi con i maestri fiorentini precedenti mentre avanza un trattamento spaziale e psicologico più intricato della narrazione.
Eredità
L'Adorazione dei Magi di Filippino Lippi è riconosciuta come un'opera meticolosamente preparata che fa da ponte tra il tardo Quattrocento e le tendenze manieriste emergenti. Gli studiosi notano che, sebbene il suo contenuto emotivo rimanga radicato nel XV secolo, la sua struttura formale anticipa futuri sviluppi artistici. Il dipinto si impegna esplicitamente con l'eredità della commissione incompiuta di Leonardo da Vinci per lo stesso altare, adottando specifici arrangiamenti spaziali e tipi di figure mentre diverge nella composizione. Fa anche pesanti riferimenti al trattamento precedente del soggetto di Sandro Botticelli, in particolare nella sua disposizione simmetrica dei personaggi e nella rappresentazione celebrativa della famiglia Medici.
L'influenza dell'opera si estende alla sua dettagliata incorporazione di stili stranieri, in particolare la pittura fiamminga, evidente nella sua resa luminosa e nei complessi paesaggi di sfondo. Storicamente, la tavola sopravvisse alla distruzione della sua chiesa originale nel 1529, entrando nella collezione Medici prima di diventare una pietra angolare della Galleria degli Uffizi. Sebbene la tavola principale rimanga intatta, la sua predella originale fu dispersa, con sezioni ora conservate in North Carolina e in collezioni private.
Artist & collection
Artist
Filippino Lippi (probably 1457 – 18 April 1504) was an Italian Renaissance painter mostly working in Florence, Italy during the later years of the Early Renaissance and first few years of the High Renaissance.


















