Artwork
Jacob Blessing the Sons of Joseph

Jacob Blessing the Sons of Joseph is an oil painting by the Early Baroque Italian artist Guercino. It dates from 1638 and is held in the collection of the National Gallery of Ireland.
About this work
Soggetto e Significato
Sotto la narrazione biblica, la composizione è stata interpretata come un'allegoria delle tre età dell'uomo e della vanità delle ambizioni terrene.
Il dipinto raffigura l'episodio dell'Antico Testamento tratto da Genesi 48, in cui il patriarca anziano Giacobbe benedice i suoi nipoti Manasse ed Efraim alla presenza del loro padre Giuseppe. Giuseppe aveva condotto i suoi due figli per ricevere la benedizione patriarcale, ma Giacobbe incrociò deliberatamente le mani per posare la destra sul più giovane Efraim anziché sul primogenito Manasse, prefigurando la futura superiorità di Efraim. Quando Giuseppe protestò e tentò di intervenire, Giacobbe lo respinse fermamente.
Guercino cattura il preciso momento di tensione: Giuseppe tende la mano per afferrare il padre, Manasse reagisce con visibile sgomento per essere stato privato della benedizione principale, mentre Efraim rimane in silenzio nell'ombra, con le mani giunte e la testa china in umile accettazione. La luce calda e dorata che bagna il volto di Giacobbe suggerisce la luce morente del giorno, rafforzando l'idea di una scena sul letto di morte e il passaggio delle generazioni.
Sotto la narrazione biblica, la composizione è stata interpretata come un'allegoria delle tre età dell'uomo e della vanità delle ambizioni terrene. Gli interpreti cristiani hanno inoltre visto nella benedizione una prefigurazione del futuro della Chiesa, con le mani incrociate di Giacobbe che riecheggiano un gesto sacramentale.
Tecnica e Stile
Eseguito a olio su tela, il dipinto misura 170 per 211.5 cm. L'opera ha subito un'estesa restaurazione e uno studio tecnico presso il Getty Museum tra il 2016 e il 2018. Dal punto di vista stilistico, la composizione esemplifica l'espressività matura dell'artista intorno al 1620, utilizzando una palette calda e terrosa e una pennellata istintiva che precede il suo successivo idealismo classico. La scena è definita da un drammatico chiaroscuro che ricorda il teatro barocco, dove fasci di luce concentrati scolpiscono le figure e accentuano la tensione emotiva contro ombre profonde. Un bagliore crepuscolare filtra attraverso un elemento architettonico in mattoni sullo sfondo, illuminando il volto del patriarca e le espressioni reattive delle figure circostanti. La disposizione si basa su un complesso gioco di linee diagonali e sguardi incrociati per guidare lo spettatore attraverso il momento narrativo.
Storia e Provenienza
Il dipinto fu realizzato intorno al 1620 per il cardinale Jacopo Serra, legato pontificio a Ferrara, e passò in seguito a Giulio Cesare Sacchetti dopo la morte di Serra nel 1623. Fu visto da Diego Velázquez nel 1629 durante una visita in Italia. L'opera rimase nella collezione familiare fino a quando fu donata da Don Juan Alfonso Enriquez de Cabrera alla chiesa di San Pascual Bailón a Madrid, dove fu successivamente osservata da Antonio Ponz. Nel 1803 entrò nella collezione di Manuel Godoy, ma dopo la sua caduta dal potere e l'esilio nel 1808 il dipinto scomparve dai registri pubblici fino al 1843, quando riapparve nella collezione di John Rushout, 2nd Baron Northwick, e fu venduto nel 1859. La sua collocazione rimase sconosciuta fino al 1932, quando Hermann Voss lo riscoprì a Parigi; fu acquistato nel 1934 da Denis Mahon per £120 e successivamente prestato alla National Gallery of Ireland nel 1997. Il dipinto fu infine donato alla National Gallery of Ireland nel 2008 tramite il British Fund for the National Gallery of Ireland, e subì un restauro presso il Getty Museum tra il 2016 e il 2018.
Jacob Blessing the Sons of Joseph è conservato presso la National Gallery of Ireland a Dublino. L'opera fu formalmente presentata all'istituzione nel 2008 dal collezionista Denis Mahon, dopo un periodo di prestito a lungo termine iniziato nel 1997. Prima di questo acquisito, Mahon aveva acquistato l'opera a Parigi nel 1934 per £120. L'opera d'arte ha subito un'estesa restaurazione e studio tra il 2016 e il 2018 presso il Getty Museum di Los Angeles prima di tornare alla sua sede permanente. Mentre la National Gallery of Ireland possiede l'originale, una copia realizzata prima del 1808 è mantenuta dal National Trust presso Ickworth House nel Suffolk.
Contesto
La critica identifica l'opera come un esempio fondamentale della maturità stilistica di Guercino intorno al 1620, catturando un momento narrativo fugace e carico di emozioni. Lo storico dell'arte Wolfgang Stechow ha notato l'istinto infallibile dell'artista nel selezionare la fase più transitoria dell'episodio biblico, utilizzando un drammatico chiaroscuro e un'illuminazione teatrale per accentuare la tensione tra le figure. La composizione riflette la fase pre-romana dell'artista, caratterizzata da una pennellata istintiva e una palette terrosa prima del suo successivo spostamento verso l'idealismo classico. Carlo Cesare Malvasia documentò il dipinto nella sua opera del 1674 *Felsina pittrice* come una commissione significativa per il cardinale Jacopo Serra, stabilendone il precoce riconoscimento critico. L'opera è inoltre interpretata come un'allegoria delle tre età dell'uomo e della vanità delle ambizioni terrene, con il gesto del patriarca che simboleggia il passaggio del tempo e la speranza spirituale.
Eredità
La reputazione del dipinto è stata significativamente plasmata dalla sua riscoperta a Parigi nel 1932 dallo storico dell'arte Hermann Voss, che lo identificò come l'opera descritta da Carlo Cesare Malvasia. Acquistato due anni dopo dal collezionista Denis Mahon per £120, il pezzo acquisì rilevanza grazie alla sua promozione accademica prima di essere posto in prestito a lungo termine alla National Gallery of Ireland nel 1997 e presentato formalmente nel 2008. I recenti lavori di restaurazione condotti presso il Getty Museum tra il 2016 e il 2018 hanno ulteriormente consolidato il suo status, portando al suo attuale riconoscimento a Dublino come capolavoro del pittore bolognese. L'opera è ora celebrata per la sua composizione drammatica e l'intensità emotiva, rappresentando la piena maturità espressiva di Guercino all'età di trent'anni.
Artist & collection
Artist
Giovanni Francesco Barbieri (8 February 1591 – 22 December 1666), better known as (il) Guercino (Italian pronunciation: ), was an Italian Baroque painter and draftsman from Cento in the Emilia region, who was active in Rome and Bologna.













