Artwork
Ritratto di Elisabetta Gonzaga

Ritratto di Elisabetta Gonzaga is an oil painting by the High Renaissance artist Raphael. It dates from 1504 and is held in the collection of the Uffizi Gallery.
About this work
Soggetto e Significato
I capelli sono acconciati nel fashionabile coazzone, una lunga treccia visibile anche nel suo ritratto medagliato conservato al British Museum.
Il dipinto ritrae Elisabetta Gonzaga, moglie del duca Guidobaldo I di Montefeltro e duchessa di Urbino, colta mecenate di lettere e arti. È raffigurata in una posa frontale a mezzo busto che reca un sapore arcaico e medievale.
La sua iconografia sottolinea lo status e l'intelletto. Indossa un abito scuro con raffinati inserti a motivi orizzontali e verticali e uno scollo quadrato bordato da un orlo chiaro e ricami d'oro, forse con soggetti allegorici. I capelli sono acconciati nel fashionabile coazzone, una lunga treccia visibile anche nel suo ritratto medagliato conservato al British Museum. Particolarmente degno di nota è il gioiello a forma di scorpione sulla fronte, un'impresa (emblema personale) con probabile significato apotropaico, collegato al gioiello "Scorpione" che Baldassare Castiglione elenca tra i suoi possedimenti nel *Il Cortegiano*.
Il paesaggio sullo sfondo presenta elementi leonardeschi, in particolare uno sperone roccioso a destra che ricorda quello della *Madonna Terranuova* di Raffaello, collocando la figura in un contesto naturale più ampio e collegandola all'innovazione artistica contemporanea.
Tecnica e Stile
Il Ritratto di Elisabetta Gonzaga è un olio su tavola di legno alto 52.5 cm e largo 37.3 cm, dipinto da Raffaello intorno al 1504-1505 e attualmente conservato alla Galleria degli Uffizi a Firenze. L'opera ritrae Elisabetta Gonzaga, moglie del duca Guidobaldo I di Urbino, in una posa frontale a mezzo busto resa con raffinata oggettività che ne preserva la dignità. Indossa un abito di tessuto scuro con bande decorative orizzontali e verticali alternate, uno scollo quadrato bordato da ricami d'oro con probabili motivi allegorici, e una ferroniera a forma di scorpione sulla fronte che funge da emblema apotropaico legato al suo insegna personale. I capelli sono acconciati in un coazzone, una lunga treccia visibile anche in una medaglia di lei conservata al British Museum. Il paesaggio sullo sfondo richiama modelli compositivi leonardeschi, in particolare lo sperone roccioso a destra che parallela quello della *Madonna della Terranuova* di Raffaello. L'analisi stilistica formale nota il trattamento frontale arcaico, quasi medievale, e la composizione statica, mentre la resa precisa dei dettagli fisici e la ricca gestione dei materiali dimostrano la maestria di Raffaello nella pittura a olio su tavola, fondendo simbolismo narrativo e realismo controllato.
Storia e Provenienza
Il ritratto fu commissionato dalla stessa Elisabetta Gonzaga, colta mecenate delle arti e delle lettere, ed è documentato come ritratto di Raffaello della duchessa nelle fonti contemporanee, inclusi gli *Elogi di Castiglione* di Antonio B. Negrini. L'analisi stilistica e una valutazione dell'età della figura, nata nel 1471, collocano l'opera intorno al 1504-1505. Si ritiene che il dipinto abbia appartenuto alla collezione ducale di Urbino prima di essere trasferito a Firenze all'inizio del XVII secolo come parte della dote di Vittoria della Rovere (le fonti variano tra il 1625 e il 1635). È documentato con certezza il 14 agosto 1773, quando fu spostato da Palazzo Pitti alla guardaroba granducale degli Uffizi. Un inventario del 1784 lo attribuì alla scuola di Giovanni Bellini, mentre un inventario del 1825 lo assegnò ad Andrea Mantegna, un'attribuzione che persistette per tutto il XIX secolo. Émile Durand-Gréville fu il primo a proporre Raffaello nel 1905, una visione successivamente sostenuta da Gronau, Ortolani, Longhi, Volpe, Camesasca e Meyer zur Capellen (2001). Altre attribuzioni proposte includono Francesco Bonsignori, Giovan Francesco Caroto, Cesare Tamaroccio, Albrecht Dürer e Francesco Francia. Sul retro reca l'iscrizione "Isabella Mantovana, moglie del duca Guido[baldo]". Il dipinto è ora esposto agli Uffizi come pendant del Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro di Raffaello. L'opera è custodita alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Probabilmente originaria della collezione ducale di Urbino, giunse a Firenze nel 1625 o 1635 come parte della dote di Vittoria della Rovere. Il lavoro fu registrato definitivamente per la prima volta il 14 agosto 1773, al momento del suo trasferimento da Palazzo Pitti alla guardaroba granducale. Gli inventari storici riflettono attribuzioni mutevoli: un catalogo del 1784 lo elencò sotto la scuola di Giovanni Bellini, mentre un inventario del 1825 lo identificò come opera di Andrea Mantegna. L'attribuzione a Raffaello fu proposta per la prima volta da Émile Durand-Gréville nel 1905. Oggi, il ritratto è esposto accanto al ritratto di Guidobaldo I da Montefeltro, formando una coppia di pendant all'interno della collezione del museo.
Contesto
L'attribuzione del Ritratto di Elisabetta Gonzaga ha una storia critica complessa. Documentato per la prima volta nel 1773 al momento del trasferimento alla guardaroba granducale degli Uffizi, il dipinto fu inizialmente assegnato alla scuola di Giovanni Bellini nel 1784 e successivamente ad Andrea Mantegna nel 1825, un nome che persistette per tutto il XIX secolo. Altri studiosi proposero artisti come Francesco Bonsignori, Giovan Francesco Caroto, Cesare Tamaroccio, Francesco Francia e Albrecht Dürer. Émile Durand-Gréville attribuì per primo l'opera a Raffaello nel 1905, un'assegnazione successivamente sostenuta da storici dell'arte tra cui Gronau, Ortolani, Roberto Longhi, Volpe, Camesasca e Jürg Meyer zur Capellen nel 2001. L'ipotesi Francia è considerata strettamente correlata all'attribuzione a Raffaello, poiché alcuni studiosi individuano un'influenza indiretta del pittore bolognese mediata attraverso Timoteo Viti.
Stilisticamente, il paesaggio sullo sfondo del dipinto rivela modelli leonardeschi, in particolare lo sperone roccioso a destra che ricorda la contemporanea *Madonna Terranuova* di Raffaello. L'opera è caratterizzata da un staticismo astratto e una posa frontale arcaica, sebbene la sua compostezza classica la allinei allo stile di Raffaello. È esposta come pendant del Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro ed è strettamente correlata al Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro.
Eredità
L'eredità del ritratto si fonda sulla sua storia di attribuzione controversa e sul duraturo dibattito accademico. I primi inventari del 1784 e del 1825 lo assegnarono rispettivamente alla scuola di Giovanni Bellini e ad Andrea Mantegna, prima che l'attribuzione a Raffaello del 1905 guadagnasse credito grazie al lavoro di Émile Durand-Gréville. Critici successivi come Gronau, Longhi e Meyer zur Capellen rafforzarono questa visione, sebbene persistessero attribuzioni alternative a Francesco Francia. Gli elementi simbolici del dipinto, come la ferroniera a forma di scorpione legata agli scritti di Castiglione, e le sue parallele stilistiche con i paesaggi di Leonardo, contribuiscono alla sua importanza. Oggi è esposto accanto al Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro di Raffaello agli Uffizi, riflettendo il suo ruolo negli studi sulla ritrattistica rinascimentale.
Artist & collection
Artist
Raphael was born Raffaello Sanzio in Urbino on April 6, 1483, the son of Giovanni Santi, a painter and poet attached to the ducal court.
















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