Artwork

Pietà

Pietà, by Annibale Carracci, oil, 1603
Pietà, by Annibale Carracci, oil, 1603

Pietà is an oil painting by the Early Baroque Italian artist Annibale Carracci. It dates from 1603 and is held in the collection of the Kunsthistorisches Museum.

About this work

Soggetto e Significato

Due cherubini piangenti sostengono la Vergine svenuta su uno sfondo marrone che rappresenta la tomba, interrotto solo da una piccola apertura paesaggistica.

Il dipinto raffigura la Pietà, mostrando il corpo morto di Gesù Cristo disteso su un lenzuolo, con la testa e le spalle appoggiate sulle ginocchia della Vergine Maria, che è svenuta per il dolore. Due cherubini piangenti sostengono la Vergine svenuta su uno sfondo marrone che rappresenta la tomba, interrotto solo da una piccola apertura paesaggistica. L'iconografia incorpora specifici elementi simbolici: gli strumenti della Passione, inclusi chiodi e una corona di spine intrisa di sangue, riposano sulla lastra tombale.

Stilisticamente, l'opera sintetizza l'omaggio religioso con riferimenti classici. La composizione rende omaggio alla Lamentazione di Correggio, mentre la posizione reclinata della testa di Cristo e l'espressione di abbandono derivano dall'antica statua dell'Arianna Dormiente. Questa fusione permette all'artista di costruire una scena di gravità monumentale nonostante le piccole dimensioni fisiche dell'opera.

Tecnica e Stile

Eseguito a olio su rame, questo dipinto di piccole dimensioni misura 41 cm per 60,8 cm. Nonostante le sue modeste dimensioni, l'opera raggiunge un effetto monumentale grazie alla composizione. La scena raffigura Cristo morto disteso su un lenzuolo con la testa appoggiata sulle ginocchia della Vergine Maria, mentre due cherubini piangenti sostengono la madre svenuta. Le figure sono collocate su uno sfondo marrone scuro che rappresenta la tomba, punteggiato solo da una lieve veduta paesaggistica e da una lastra tombale recante gli strumenti della Passione intrisi di sangue.

Stilisticamente, il pezzo sintetizza riferimenti alla Lamentazione di Correggio con l'antichità classica, attingendo specificamente alla posa e all'espressione della statua dell'Arianna Dormiente. La posizione reclinata della testa di Cristo e la sua espressione di abbandono riecheggiano direttamente questa antica scultura, che l'artista aveva già citato in altre opere.

Storia e Provenienza

L'opera, commissionata da Annibale Carracci per se stesso intorno al 1603, fu successivamente di proprietà dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo d'Austria, che la portò a Vienna dopo il suo mandato come governatore dei Paesi Bassi spagnoli. Entrò nella collezione del Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove si trova ancora oggi. Un documento del 1659 ne attesta la presenza nella galleria dell'Arciduca a Bruxelles, riprodotta nel dipinto di David Teniers il Giovane sulla collezione, e successivamente trasferita a Vienna. La corrispondenza di Giulio Mancini suggerisce che il dipinto fosse un dono di Carracci al medico che lo curò nel 1607, probabilmente come compenso per la sua malattia, piuttosto che un'opera commissionata. L'analisi stilistica e la datazione al 1603 sono coerenti con questa identificazione, indicando che Carracci creò il piccolo pannello di rame per motivi personali e lo cedette in seguito. L'opera raffigura la Vergine svenuta mentre sostiene Cristo morto, con cherubini che piangono, su uno sfondo marrone di tomba e sottili accenni paesaggistici, riflettendo influenze da Correggio e dalla scultura classica. La composizione presenta Cristo disteso su un lenzuolo, con la testa appoggiata sulle ginocchia di Maria, e gli strumenti della Passione esposti sulla lastra tombale. Due cherubini sostengono la Vergine mentre piangono. Le piccole dimensioni del dipinto contrastano con la sua costruzione monumentale, dimostrando la maestria di Carracci. Copie di artisti della cerchia di Carracci e incisioni di Frans van der Steen e Cornelis Caukercken testimoniano il suo apprezzamento. Il tema fu ripreso poco dopo in un'opera intitolata Pietà con le Tre Marie, mostrando affinità stilistiche con il pezzo viennese. La Pietà è conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove fa ancora parte della collezione una volta assemblata dall'Arciduca Leopoldo Guglielmo d'Austria. La prima documentazione certa del dipinto risale al 1659, quando appare nella Galleria dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo di David Teniers il Giovane a Bruxelles (circa 1650-1651), un resoconto dipinto delle opere italiane che Leopoldo Guglielmo aveva raccolto mentre era governatore dei Paesi Bassi. Dopo essere diventato Arciduca, Leopoldo Guglielmo trasferì la collezione a Vienna, dove ora costituisce una parte sostanziale delle collezioni del Kunsthistorisches Museum. Si è ipotizzato che il dipinto possa essere l'opera menzionata nella corrispondenza del medico e amante d'arte Giulio Mancini, che riferì di aver ricevuto un dipinto direttamente da Annibale Carracci nel 1607 come pagamento per le cure mediche fornite all'artista malato poco prima della sua morte. Le considerazioni stilistiche, tuttavia, supportano una datazione intorno al 1603 per il rame.

Contesto

Gli studiosi datano generalmente questo piccolo olio su rame al 1603 basandosi sull'analisi stilistica, sebbene sia spesso identificato con un'opera che Annibale Carracci donò al medico Giulio Mancini nel 1607 come compenso per le cure mediche durante la malattia finale dell'artista. Questa associazione suggerisce che il dipinto fosse stato creato per la proprietà personale dell'artista piuttosto che per una commissione diretta. La composizione sintetizza influenze del Rinascimento maturo e classiche, rendendo omaggio alla Lamentazione di Correggio mentre adatta la posa reclinata della statua dell'Arianna Dormiente, un motivo che Carracci aveva già utilizzato.

Il significato storico dell'opera è sottolineato dalla sua inclusione nella galleria dipinta del 1659 di David Teniers il Giovane sulla collezione dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo, segnando il suo precoce status di capolavoro italiano pregiato. La sua reputazione generò numerose incisioni di artisti come Frans van der Steen e Cornelis Caukercken, insieme a copie attribuite alla cerchia di Carracci, confermandone l'impatto sulle generazioni successive.

Eredità

Copie e incisioni riprodotte dopo la Pietà di Vienna attestano la sua influenza precoce tra i contemporanei. Sono documentate tre versioni stampate, incluse incisioni di Frans van der Steen e Cornelis Caukercken, mentre una copia dipinta in una collezione privata, attribuita alla cerchia di Annibale (tra Lanfranco e Badalocchio), è considerata la replica più forte. La monumentale compattezza della composizione spinse anche Annibale a riprendere il tema poco dopo, producendo la correlata Pietà con le Tre Marie, che condivide echi formali con il pannello di rame. La modesta scala dell'opera non ne diminuì la fama; entrò nelle collezioni dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo entro il 1659 e fu riprodotta nella Galleria dell'Arciduca Leopoldo Guglielmo di David Teniers il Giovane, consolidando il suo posto tra i dipinti italiani ammirati della collezione asburgica.

Pietà
Pietà, Charles Verlat

Artist & collection

Portrait of Annibale Carracci

Artist

Annibale Carracci

Annibale Carracci ( kə-RAH-chee, UK also kə-RATCH-ee, Italian:; November 3, 1560 – July 15, 1609) was an Italian painter and instructor, active in Bologna and later in Rome.