Artwork

Madonna of Saint Sebastian

Madonna of Saint Sebastian, by Antonio da Correggio, oil, 1524
Madonna of Saint Sebastian, by Antonio da Correggio, oil, 1524

Madonna of Saint Sebastian is an oil painting by the Early Baroque Italian artist Antonio da Correggio. It dates from 1524 and is held in the collection of the Staatliche Kunstsammlungen Dresden.

About this work

Soggetto e significato

La scena terrena presenta San Sebastiano legato a un albero sulla sinistra, San Geminiano, vescovo di Modena, al centro, e San Rocco addormentato sulla destra.

Il dipinto raffigura una Sacra Conversazione divisa in un regno divino superiore e un piano terreno inferiore. Nella sezione celeste, la Vergine Maria, ritratta come portatrice di luce, siede su una nuvola con il Bambino Gesù, circondata da angeli. La scena terrena presenta San Sebastiano legato a un albero sulla sinistra, San Geminiano, vescovo di Modena, al centro, e San Rocco addormentato sulla destra. L'opera fu commissionata dalla Confraternita di San Sebastiano di Modena, probabilmente in risposta a un'epidemia di peste nel 1523. Questo contesto spiega l'inclusione di San Rocco, protettore contro la peste; è particolarmente notevole che la sua gamba sia mostrata guarita e priva delle consuete piaghe pestilenziali, suggerendo un intervento divino. San Sebastiano appare senza le frecce visibili, avvolto nella stessa luce radiosa che segna la glorificazione della Vergine. La composizione funge da intercessione visiva, collegando la sofferenza dei fedeli al regno celeste.

Tecnica e stile

La Madonna di San Sebastiano è un dipinto a olio eseguito su tavola di pioppo, di dimensioni 265 per 161 cm (SOURCE 2). È classificato come opera religiosa e appartiene al genere della sacra conversazione, sebbene la sua composizione differisca da altre opere di Correggio come la Madonna di San Francesco (SOURCE 5). Le figure sono disposte in una composizione complessa e dinamica che fonde i regni celeste e terreno, con la Vergine ritratta come portatrice di luce divina, un motivo comune nell'iconografia cristiana (SOURCE 5). Il trattamento della luce e del gesto riflette uno stile rinascimentale maturo, con dettagli naturalistici e un senso del movimento che prefigura le sensibilità barocche (SOURCE 5). Il dipinto servì originariamente come pala d'altare a Modena prima di entrare nella collezione dei Duchi d'Este e successivamente nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda (SOURCE 4).

Storia e provenienza

Il dipinto fu commissionato dalla confraternita di San Sebastiano di Modena per il proprio altare nella cattedrale della città, probabilmente tramite la mediazione del sodale Francesco Grillenzoni, che Vasari descrisse come un amico molto stretto di Correggio. Considerazioni stilistiche, insieme alla presenza di San Rocco sulla destra, un santo invocato contro la peste, suggeriscono che la commissione fosse legata alla grave epidemia documentata a Modena nel 1523, portando a una datazione intorno al 1524. Vasari registrò brevemente l'opera mentre era ancora nella sua collocazione originaria. Nel secolo XVII, Francesco I d'Este acquisì la pala per la sua galleria ducale al Castello Estense, dove fu ammirata e apprezzata da Francesco Scannelli. Come parte della più ampia collezione d'Este, il dipinto fu acquistato nell'agosto 1746 da Augusto III di Sassonia, che lo trasferì a Dresda, dove rimane nella Gemäldegalerie Alte Meister. L'opera circolò anche precocemente attraverso riproduzioni, inclusa un'incisione di Carlo Bertelli e una copia pittorica di Federico Zuccari. La Madonna di San Sebastiano è conservata dalla metà del XVIII secolo dalla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, parte delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden. Originariamente apparteneva alla confraternita di San Sebastiano di Modena, per il cui altare fu commissionata intorno al 1524, probabilmente tramite il sodale Francesco Grillenzoni. Nel secolo XVII Francesco I d'Este la acquisì per la galleria ducale al Castello Estense, dove Francesco Scannelli la ammirò e apprezzò. Come parte della collezione d'Este, fu acquistata nell'agosto 1746 da Augusto III di Sassonia, che la portò a Dresda, dove è rimasta nella galleria reale, ora statale, da allora. La fama precoce dell'opera è documentata da un'incisione di Carlo Bertelli e da una copia pittorica di Federico Zuccari, mentre Vasari la registrò mentre era ancora nella sua collocazione originaria di Modena.

Contesto

Gli studiosi datano l'opera al circa 1524, collegando la sua commissione a una peste del 1523 a Modena a causa dell'inclusione di San Rocco, un santo invocato contro le epidemie. L'analisi storico-artistica suggerisce che Correggio potrebse aver incorporato influenze dalla volta della Cappella Sistina di Michelangelo, potenzialmente vista durante una visita a Roma nel 1518. La composizione è nota per la sua matura organizzazione dello spazio, dove San Geminiano funge da intercessore collegando i regni terreno e celeste attraverso il gesto e lo sguardo.

I critici identificano qualità pre-barocche nel movimento dinamico del dipinto e nell'interazione fluida tra le figure, uno stile ulteriormente sviluppato nelle successive pale d'altare di Correggio. L'opera raggiunse presto la fama, come testimoniato da un'incisione di Carlo Bertelli e da una copia pittorica di Federico Zuccari. Nel secolo XVII, Francesco Scannelli registrò un entusiastico apprezzamento per il dipinto mentre risiedeva nella collezione Este.

Eredità

Il dipinto raggiunse presto la fama, come testim witnesses da un'incisione di Carlo Bertelli e da una copia pittorica di Federico Zuccari. Nel secolo XVII, dopo che Francesco I d'Este lo acquisì per la propria galleria, Francesco Scannelli lo ammirò lì e scrisse un entusiastico elogio dell'opera. La matura gestione correggese della composizione, intrecciando gesti e sguardi, dividendo la scena tra una zona celeste e una terrena, e usando il vescovo di Modena come collegamento visivo tra esse, si rivelò influente sulle sue successive pale d'altare, inclusa la Madonna di San Giorgio per Modena e l'Adorazione dei Pastori per Reggio, dove ricorrono simili soluzioni pre-barocche.

The Mystic Marriage of Saint Catherine
The Mystic Marriage of Saint Catherine, Peter Candid

Artist & collection

Portrait of Antonio da Correggio

Artist

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