Artwork
Saint John the Baptist Visited in Prison by Salome

Saint John the Baptist Visited in Prison by Salome is an oil painting by the Early Baroque Italian artist Guercino. It dates from 1625 and is held in the collection of the National Gallery of Ireland.
About this work
Panoramica
Con dimensioni di 86,2 per 99,3 centimetri, l'opera raffigura un incontro apocrifo tra il santo imprigionato e la principessa Salomè.
San Giovanni Battista visitato in prigione da Salomè è un dipinto a olio su tela di soggetto religioso realizzato dall'artista barocco italiano Giovanni Francesco Barbieri, noto come Guercino, intorno al 1625. Con dimensioni di 86,2 per 99,3 centimetri, l'opera raffigura un incontro apocrifo tra il santo imprigionato e la principessa Salomè. Il dipinto si distingue per il suo drammatico chiaroscuro e per la narrazione psicologicamente complessa, che attribuisce a Salomè uno sguardo autonomo e curioso rivolto all'uomo santo rinchiuso. Attualmente è conservato nella National Gallery of Ireland a Dublino, con il numero di inventario NGI.4649, essendo stato donato da Sir Denis Mahon al British Fund per la National Gallery of Ireland nel 2008. Una versione autografa della composizione, di dimensioni 78 per 100 centimetri, è custodita in una collezione privata a New York.
Soggetto e Significato
Il dipinto visualizza un episodio assente dai testi biblici, immaginando una visita in prigione in cui Salomè interagisce direttamente con Giovanni Battista. Nel Nuovo Testamento, Salomè è una figura passiva che chiede la testa del santo su ordine della madre, ma Guercino le attribuisce un'agenzia indipendente e una posizione di potere. Ella si sporge attraverso le sbarre della cella, lo sguardo fisso sul santo incatenato, mentre Giovanni volge deliberatamente la testa dall'altra parte, rifiutando il contatto visivo. Per oltre due secoli, il soggetto ha confuso i critici, che hanno erroneamente identificato la scena come Giuseppe e la moglie di Putifarre o un'allegoria della Carità Cristiana. Il pittore fiammingo Abram Brueghel si è avvicinato descrivendo una scena simile come Giovanni tentato in prigione da una donna, sebbene le sue dimensioni non corrispondessero ai tele sopravvissute. Erwin Panofsky ha infine risolto il dibattito iconografico identificando correttamente le figure. Panofsky ha notato che la tensione erotica tra Salomè e Giovanni Battista, spesso considerata un'invenzione dell'Ottocento resa popolare da Oscar Wilde e Richard Strauss, deriva in realtà da una tradizione marginale e non canonica a cui Guercino attinse secoli prima.
Tecnica e Stile
Guercino ha reso la scena con una forte e unica fonte di luce che emana da un'alta candela tenuta da Salomè, creando un profondo chiaroscuro. La tavolozza è dominata da marroni scuri e neri nello sfondo, che isolano le due figure e contrastano con le tonalità pallide della carne e la ricca drappeggiatura blu avvolta intorno alla parte inferiore del corpo e alla spalla del santo. La pennellata presenta sfumature lisce sulla pelle, mentre i tessuti mostrano una gestione più testurizzata. La concezione scultorea del Battista, che sta in piedi con le braccia conserte e il profilo nettamente definito contro il vuoto scuro, conferisce all'immagine un effetto monumentale. L'ambientazione è una cella carceraria oscura, confinata e spoglia, indicata dalle sbarre metalliche verticali e orizzontali scure dietro la principessa. L'opera segna una transizione stilistica dal primo modo drammaticamente naturalistico di Guercino verso l'equilibrio classico e idealizzato della sua carriera tarda.
Storia e Provenienza
La storia documentata della versione di Dublino inizia nel 1844, quando Mrs. Jameson la registrò nella collezione di Henry Petty-Fitzmaurice, il 3° Marchese di Lansdowne, che l'aveva acquisita da Lord Radstock. Il dipinto fu notato da William Hazlitt e pubblicato su The Art-Union nel 1847. Dopo che gli eredi Lansdowne vendettero l'opera nel 1930, Denis Mahon la acquistò nel 1964. Mahon inizialmente la datò alla fine del 1622 o all'inizio del 1623 basandosi su confronti stilistici con la Sepoltura e la Gloria di Santa Petronilla. Tuttavia, la successiva emersione della versione di New York in un'asta di Sotheby's a Londra l'8 aprile 1981 spinse gli studiosi a rivedere la data del dipinto di Dublino al periodo 1624-1626. Esistono due riferimenti documentari antichi: un codicillo del 1621 nel testamento di Stefano Scaruffi menziona un San Giovanni con Erodiade donato da Guercino, e un testamento del 1647 del Vescovo Paolo Coccapani cita un San Giovanni in Prigione dell'artista. Poiché la tela di Dublino può essere tracciata in modo sicuro solo fino al 1844, rimane incerto se corrisponda a una di queste menzioni precedenti. Una stampa a controprova del 1799 di Damiano Penati reca l'iscrizione Guercino pinx, ma non fornisce dettagli sulla provenienza. Mahon donò infine il dipinto al British Fund per la National Gallery of Ireland nel 2008.
Contesto
Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato Guercino a causa della sua condizione di strabismo, fu un pittore barocco italiano attivo a Cento, Bologna e Roma. Principalmente autodidatta e brevemente apprendista di Benedetto Gennari, guadagnò l'ammirazione di Ludovico Carracci. Le sue prime opere, come Sansone catturato dai Filistei e Elia nutrito dai corvi, mostrano uno stile marcatamente naturalistico di stampo caravaggesco caratterizzato da un chiaroscuro prominente e una concezione tumultuosa. Guercino trascorse anni produttivi a Roma dal 1621 al 1623 sotto Papa Gregorio XV, dipingendo l'affresco dell'Aurora e l'altare di Santa Petronilla prima di tornare a Cento dopo la morte del papa. Il dipinto di Dublino riflette questo momento di transizione nella sua carriera. Dopo la morte del suo rivale Guido Reni nel 1642, Guercino si trasferì a Bologna, dove il suo stile evolvette per presentare una maggiore luminosità e chiarezza classica, assumendo il ruolo di Reni come principale pittore di soggetti sacri della città.
Artist & collection
Artist
Giovanni Francesco Barbieri (8 February 1591 – 22 December 1666), better known as (il) Guercino (Italian pronunciation: ), was an Italian Baroque painter and draftsman from Cento in the Emilia region, who was active in Rome and Bologna.

















