Artwork
Morte della Vergine

Morte della Vergine is a tempera painting by the Early Renaissance artist Andrea Mantegna. It dates from 1462 and is held in the collection of the Museo del Prado.
About this work
Oggetto e Significato
Il rosso, colore che simboleggia l'amore divino e l'onore degli apostoli, degli evangelisti e dei martiri, appare in modo prominente.
Il dipinto rappresenta la morte della Vergine Maria, nota nell'iconografia cristiana come il "Transito della Vergine", un soggetto tratto dai vangeli apocrifi e sviluppato nella Legenda Aurea di Iacopo da Varazze. Mantegna affronta il tema con sobria originalità, omettendo accenti miracolosi a favore di un ambiente domestico e austero. La Vergine giace su un cataletto al centro di una sala rinascimentale incorniciata da lesene e da un pavimento in marmo a scacchiera, mentre undici apostoli si radunano intorno a lei, undici anziché dodici perché, secondo la tradizione, Tommaso era assente, evangelizzando terre lontane. Gli apostoli recano attributi funerari liturgici: candele, palme, un libro delle Scritture, un vasetto di unguenti e un turibolo oscillato da una figura in avanti (probabilmente Giovanni). Pietro legge dalle Scritture. Gli aureoli sono resi come dischi ellittici, accorciati in prospettiva, coerenti con la prospettiva rinascimentale piuttosto che i dischi d'oro piatti dell'arte bizantina e gotica. Il rosso, colore che simboleggia l'amore divino e l'onore degli apostoli, degli evangelisti e dei martiri, appare in modo prominente. La composizione si estendeva originariamente verso l'alto per includere Cristo che riceve l'anima della Vergine, un frammento ora a Ferrara, completando la transizione dalla morte terrena all'assunzione celeste.
Tecnica e Stile
Eseguito intorno al 1462, quest'opera è una pittura a tempera e oro su tavola di legno di 54,5 per 42 cm. La composizione dimostra la padronanza di Mantegna della prospettiva lineare, utilizzando un pavimento in marmo a scacchiera per guidare lo sguardo dello spettatore verso il cataletto della Vergine e un paesaggio sullo sfondo che raffigura il Castello di San Giorgio a Mantova. Stilisticamente, l'artista sostituisce gli aureoli circolari tradizionali con forme ellittiche che aderiscono alla logica spaziale della scena, mentre le pesanti drappeggiature degli apostoli possiedono una qualità scultorea, simile al marmo. L'illuminazione proviene da destra piuttosto che dalla finestra sullo sfondo, evidenziando la lucentezza metallica degli oggetti liturgici e i gesti naturalistici delle figure. La sezione superiore della tavola fu rimossa, lasciando le lesene incompiute; il frammento mancante che mostra Cristo che riceve l'anima della Vergine è ora conservato separatamente a Ferrara.
Storia e Provenienza
Andrea Mantegna dipinse la Morte della Vergine a tempera su tavola tra il 1457 e il 1462, originariamente commissionata da Ludovico III Gonzaga per la cappella privata del Castello di San Giorgio a Mantova. L'opera faceva parte di un più ampio programma decorativo che includeva il Trittico degli Uffizi e una tavola superiore staccata raffigurante Cristo con l'anima della Vergine, ora conservata a Ferrara. Dopo la ristrutturazione della cappella nel XVI secolo, il dipinto fu trasferito a Ferrara, apparendo nell'inventario del 1588 della collezione di Margherita Gonzaga. Fu successivamente acquisito dal re Carlo I d'Inghilterra dalla famiglia Gonzaga nel 1627. Dopo l'esecuzione di Carlo I nel 1649, l'opera fu acquistata all'inizio del 1650 dal mercante fiammingo Jan Baptist Gaspars per 17 sterline e 10 scellini. L'ambasciatore spagnolo Alonso de Cárdenas assicurò quindi il pezzo al re Filippo IV di Spagna. Il dipinto entrò nel Museo del Prado di Madrid nel 1829, dove rimane tuttora.
L'opera è conservata nel Museo del Prado di Madrid, inventariato come "Tránsito de la Virgen" (inventario P003057).
Fu originariamente commissionata da Ludovico III Gonzaga per la cappella privata nel Castello di San Giorgio a Mantova e fece parte di un più ampio programma decorativo che includeva pannelli ora dispersi agli Uffizi (Firenze) e alla Pinacoteca Nazionale (Ferrara).
Fu acquistata nel 1627 dai Gonzaga da Carlo I d'Inghilterra e successivamente acquisita nel 1650 da Filippo IV di Spagna. Il dipinto entrò nel Prado nel 1829.
Fu esposta nella retrospettiva su Mantegna del 1992 alla Royal Academy of Arts di Londra.
Contesto
Completato intorno al 1462 per la cappella privata di Ludovico III Gonzaga nel Castello di San Giorgio a Mantova, questo pannello a tempera rappresenta la prima commissione ufficiale di Andrea Mantegna come pittore di corte. L'opera faceva originariamente parte di un più ampio programma decorativo che includeva il Trittico degli Uffizi, sebbene la cappella fosse stata successivamente smantellata e i dipinti dispersi. Lo storico dell'arte Roberto Longhi ricostruì per primo il formato verticale originale del dipinto, identificando un pannello separato a Ferrara raffigurante Cristo che riceve l'anima della Vergine come la sezione superiore mancante.
Gli studiosi caratterizzano la composizione come una rottura dall'iconografia miracolosa, favorendo un ambiente solenne e architettonico radicato nella prospettiva lineare. Il paesaggio sullo sfondo raffigura realisticamente il Ponte di San Giorgio e il Lago Mezzo, ancorando l'evento sacro alla geografia specifica di Mantova. Dopo un restauro nel 1990, il dipinto fu presentato in una importante retrospettiva del 1992 alla Royal Academy of Arts, dove fu acclamato come un capolavoro sublime del primo Rinascimento.
Eredità
Sebbene la sezione superiore originale del dipinto fosse probabilmente staccata, lo storico dell'arte Roberto Longhi ne ricostruì l'aspetto e ipotizzò che servisse come quarto pannello del Trittico degli Uffizi. L'opera è ampiamente considerata una delle opere più significative di Andrea Mantegna, con il catalogo della mostra del 1992 per la sua retrospettiva alla Royal Academy of Arts di Londra che la descrive come "sublime" e la colloca tra i dipinti più importanti di tutto il Rinascimento. Nel 2008, il Louvre riunì temporaneamente il pannello principale con il frammento staccato raffigurante Cristo che porta l'anima della Vergine, conservato a Ferrara, permettendo agli spettatori di apprezzare l'originaria portata della composizione. L'eredità del dipinto è ulteriormente definita dal suo ruolo nel dimostrare la sintesi di Mantegna tra prospettiva rigorosa, architettura classica e realismo vivido, influenzando la traiettoria dell'arte rinascimentale dell'Italia settentrionale.
Artist & collection
Artist
Andrea Mantegna (UK: US:; Italian:; c. 1431 – September 13, 1506) was an Italian Renaissance painter, a student of Roman archaeology, and the son-in-law of Jacopo Bellini. Like other artists of the time, Mantegna…

















