Artwork
Portrait of Nicolaes Rockox (1560-1640)

Portrait of Nicolaes Rockox (1560-1640) is an oil painting by the Flemish Baroque painting artist Anthony van Dyck. It dates from 1621 and is held in the collection of the Hermitage Museum.
About this work
Panoramica
Costituisce una delle immagini più significative sopravvissute di uno dei principali cittadini e mecenati di Anversa.
Il Ritratto di Nicolaes Rockox (1560-1640) è un dipinto a olio su tela di Anthony van Dyck, eseguito nel 1621 al ritorno dell'artista dal suo primo viaggio in Inghilterra. Le dimensioni dell'opera, 122,5 per 117 centimetri, la trovano oggi conservata nel Museo Statale dell'Ermitage a San Pietroburgo, dove porta il numero di inventario GE-6922. Il ritratto rappresenta un esempio dello stile maturante di Van Dyck, che combina le convenzioni formali della ritrattistica civica fiamminga con la crescente monumentalità e ricchezza cromatica che avrebbero caratterizzato la sua produzione successiva. Costituisce una delle immagini più significative sopravvissute di uno dei principali cittadini e mecenati di Anversa.
Soggetto e significato
Il soggetto, Nicolaes Rockox, era un mercante, numismatico, collezionista e mecenate che ricoprì nove mandati come borgomastro di Anversa. Invece di affidarsi ai tradizionali emblemi di status del Cinquecento, guanti aristocratici o stemmi araldici, Van Dyck presenta Rockox all'interno di un palazzo che proclama le sue diverse attività. Il barbuto Rockox indossa un severo abito civico nero con un ampio gorgiera bianca, con la mano sinistra appoggiata su un tavolo coperto da un panno rosso a motivi. Su questo tavolo si trovano libri e sculture antiche, a indicare i suoi interessi eruditi e collezionistici. In mano tiene una lettera o un documento commerciale, che allude alle sue attività commerciali e amministrative. Dietro di lui, una tenda rossa tirata da parte rivela un paesaggio urbano lontano in cui è visibile la guglia della casa dei mercanti tedeschi (Casa Anseatica) di Anversa, un riferimento alle sue connessioni commerciali. Una colonna in pietra e un busto classico con capelli e barba ricci evocano ulteriormente il mondo dell'antichità che affascinava Rockox come numismatico. L'iconografia complessiva trasforma un ricco borghese in una figura di dignità quasi principesca, riflettendo le ambizioni in evoluzione dell'élite anversiana all'inizio del seicento.
Tecnica e stile
Il dipinto è eseguito a olio su tela, un supporto che permise a Van Dyck la libertà di lavorare su scala considerevole. La tavolozza è dominata da neri profondi, rossi intensi e marroni caldi, con una luce forte che cade selettivamente sul volto, le mani e il colletto per creare un'atmosfera solenne e dignitosa. La pennellata è liscia e levigata, con attenta cura per le texture contrastanti di tessuto, pietra e pelle. Le ombre sono profonde e drammatiche, contribuendo alla presenza imponente dell'opera. La composizione colloca Rockox in posa di tre quarti, rivolto verso destra, con gli elementi architettonici e le tende che creano un allestimento scenico che incornicia il soggetto. Questo approccio dimostra la crescente influenza di Tiziano sulla maniera di Van Dyck, in particolare nella ricchezza cromatica e nella qualità grandiosa e cerimoniale emersa dopo il suo soggiorno inglese. Il trattamento è più sicuro e monumentale rispetto ai suoi ritratti precedenti, segnando un momento cruciale nel suo sviluppo stilistico.
Storia e provenienza
Il ritratto rimase in possesso di Rockox durante la sua vita e passò, dopo la sua morte, al suo erede Adriaen van Heedtvelde, nel cui testamento del 1685 è documentato. Successivamente passò in eredità ad Anna Theresia van Halen, comparendo nella sua vendita ad Anversa il 19 agosto 1749, attribuito a Van Dyck. Frederik Graaf van Thoms lo acquisì, e apparve nella sua vendita a Leida il 7 aprile 1750, allora catalogato come opera di Rubens. Verso la fine del secolo XVIII si trovava a Parigi, in una collezione identificata in modo variabile come quella di Vetellier o di Claude-Henri Watelet. Tra il 1769 e il 1779, il conte Aleksandr S. Stroganov (1733-1811) lo acquisì per la sua collezione a San Pietroburgo. Il dipinto rimase presso i conti Stroganov, e quando la loro collezione fu offerta alla Lepke a Berlino il 12-13 maggio 1931, non trovò acquirente e tornò in Russia. Fu trasferito dal Museo del Palazzo Stroganov all'Ermitage nel 1932, attraverso l'Associazione Panunione 'Antikvariat'. Il numero di inventario dell'Ermitage è GE-6922.
Contesto
Il ritratto occupa un posto significativo all'interno dell'opera di Van Dyck e più in generale nella ritrattistica fiamminga. Dipinto nel 1621, appartiene al periodo immediatamente successivo al suo primo viaggio inglese, quando il suo stile acquisì una nuova grandezza sotto l'influenza di Tiziano. L'opera esemplifica un cambiamento nella ritrattistica civica: dove i mecenati del Cinquecento si erano accontentati di aggiunte araldiche, i soggetti del seicento come Rockox esigevano ambientazioni che proclamassero la loro sofisticazione culturale e il loro peso sociale attraverso lo splendore architettonico e i riferimenti classici. Il dipinto dell'Ermitage è strettamente imparentato con un altro ritratto dello stesso modello nel Louvre (INV 1264), opera a olio su tavola di dimensioni minori (0,62 per 0,5 metri) databile al secondo quarto del seicento. La versione del Louvre, che reca sul retro un sigillo di ceralacca di Vivant Denon, fu elencata negli inventari napoleonici come proveniente dall'antica collezione della corona, fu collocata a Compiègne durante il Restaurazione, esposta al Louvre nel 1826, e depositata presso il Ministero delle Finanze di Parigi dal 1852 al 1996. La letteratura specialistica registra la versione dell'Ermitage come opera autografa principale, con il dipinto del Louvre come composizione imparentata. Il ritratto è stato discusso nella letteratura standard su Van Dyck, incluso il catalogo ragionato di Susan J. Barnes e collaboratori del 2004, e nel catalogo di Elisabeth Foucart-Walter e Jacques Foucart dedicato ai dipinti fiamminghi e olandesi del Louvre (2009).
Eredità
La posterità del ritratto è intrecciata con la dispersione delle grandi collezioni europee attraverso i secoli. Il suo percorso dalla casa anversiana di Rockox attraverso le sale d'asta olandesi del seicento, fino alle collezioni parigine e infine alla collezione Stroganov in Russia, illustra la circolazione internazionale dell'arte fiamminga. La provenienza Stroganov lo collega a una delle più importanti collezioni aristocratiche della Russia imperiale, e il suo trasferimento all'Ermitage nel 1932 consolidò il suo posto all'interno di una delle più grandi raccolte museali del mondo. L'esistenza della versione del Louvre, con la sua complessa provenienza attraverso le collezioni reali e statali francesi, attesta la domanda di immagini di Rockox e la diffusione delle composizioni di Van Dyck. Il dipinto continua a fungere da documento chiave per comprendere le aspirazioni sociali della patriziato anversiano, l'evoluzione della ritrattistica di Van Dyck dopo il suo primo periodo inglese, e i meccanismi della collezione d'arte e della formazione museale dal seicento a oggi.
Artist & collection
Artist
Sir Anthony van Dyck (; Dutch: Antoon van Dijck; 22 March 1599 – 9 December 1641) was a Flemish Baroque artist, who became the leading court painter in England after success in the Spanish Netherlands and Italy.















